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Più della metà dei pazienti guariti dal Coronavirus soffre di disturbi psichiatrici: il nuovo studio del San Raffaele di Milano

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 5 Ago. 2020 alle 12:04
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Credit: Ansa

Covid-19, i sopravvissuti di mostrano un aumento del tasso di disturbi psichiatrici

Più della metà delle persone sopravvissute al Covid-19 hanno riscontrato disturbi psichiatrici. È quanto emerge in un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’ospedale San Raffaele di Milano e pubblicato lunedì sulla rivista scientifica Brain, Behavior and Immunity.

Il team di esperti coordinati dallo psichiatra Francesco Benedetti hanno monitorato 402 pazienti (265 maschi e 137 donne) nell’ambulatorio di follow-up post Covid-19 attivato presso l’ospedale milanese lo scorso maggio.

Sulla base di interviste cliniche e di una serie di questionari di autovalutazione, più della metà dei pazienti esaminati – il 56 per cento – è stato inserito nella fascia psicopatologica. In particolare: il 28 per cento ha riscontrato disturbi da stress post-traumatico, il 31 per cento depressione, il 42 per cento ansia, il 40 per cento insonnia e il 20 per cento sintomatologia ossessivo-compulsiva.

“È apparso chiaro da subito che l’infiammazione causata dalla malattia potesse avere ripercussioni anche a livello psichiatrico. Infatti, gli stati infiammatori, anche in conseguenza a infezioni virali, possono costituire dei fattori di rischio per diverse patologie, in particolare la depressione”, ha spiegato il professor Benedetti.

Lo studio ha evidenziato anche che le donne – che hanno meno probabilità di morire di Covid rispetto agli uomini – hanno sofferto psicologicamente più degli uomini. Gli esperti sostengono che gli effetti psichiatrici potrebbero essere causati “dalla risposta immunitaria al virus stesso o da fattori di stress psicologici come l’isolamento sociale, l’impatto psicologico di una nuova malattia grave e potenzialmente fatale, le preoccupazioni sull’infezione di altri e lo stigma”.

I risultati dello studio rispecchiano quelli delle precedenti ricerche sugli scoppi di Coronavirus, come la Sars, in cui i disturbi psichiatrici variavano dal 10 al 35 per cento nella fase post – malattia.

“Questo studio è solo il primo di molti altri che si propongono di indagare l’impatto psicopatologico di Covid-19. Il prossimo obiettivo – afferma Benedetti – è approfondire la ricerca sui bio-marcatori dell’infiammazione per diagnosticare condizioni patologiche emergenti e monitorarle nel tempo. Infatti, grazie alla creazione di una bio-banca fin dai primi giorni dell’epidemia, abbiamo oggi a disposizione informazioni cliniche e materiale biologico dei pazienti ricoverati e trattati nel nostro ospedale” conclude il professore.

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