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Coronavirus, ci sono Comuni a contagi zero. Quali sono e dove si trovano le città “immuni”

Di Anna Ditta
Pubblicato il 1 Apr. 2020 alle 10:33
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Immagine di copertina
Ferrera Erbognone. Credit: ANSA/ ANDREA FASANI

Coronavirus, ci sono Comuni a contagi zero. Quali sono e dove si trovano le città “immuni”

Esiste un comune in Lombardia, nel cuore della regione più colpita dal Coronavirus, in cui si registrano zero contagi da Covid-19. Si tratta di Ferrera Erbognone, un borgo di poco più di mille abitanti in provincia di Pavia. Un caso talmente straordinario che i medici hanno cominciato a studiare i suoi abitanti. Nel loro sangue, infatti, ci potrebbero essere degli anticorpi che li rendono immuni al virus. Ma ci sono altri comuni o intere zone in Italia che sembrano essere “resistenti” al virus. In provincia di Ferrara, in Emilia Romagna, i casi sono minimi rispetto a quelli del resto della regione, mentre in Veneto sembra resistere la provincia di Rovigo. A fare da scudo, in alcuni di questi casi, è l’isolamento geografico dei centri abitati: è il caso delle comunità delle valli in Piemonte, dei comuni dell’entroterra sardo e della cittadina di Nemi, nel Lazio.

Zero contagi a Ferrera Erbognone (Pavia)

L’eccezionalità del caso di Ferrera Erbognone ha attirato l’attenzione dell’Istituto Neurologico Mondino di Pavia, che ha avviato uno screening sulla formazione di anticorpi da Coronavirus negli abitanti, attraverso i prelievi del sangue di cittadini volontari. L’analisi è stata interrotta da Regione Lombardia, che ha rimesso “l’opportunità di questa ricerca all’unità di crisi regionale”, come ha spiegato il sindaco Giovanni Fassina, che è anche un medico. Il primo cittadino ha elogiato il rigore degli abitanti, che stanno rispettando scrupolosamente le misure di sicurezza previste dai Dpcm. “Quando ci hanno chiesto i dati è sembrata una cosa eccezionale, per questo si è creato tutto questo scalpore”, ha spiegato il sindaco.

Ferrara e Rovigo “resistenti” al Coronavirus

Anche la provincia di Ferrara rappresenta un’eccezione. Nonostante si trovi in Emilia Romagna, una delle regioni più colpite, i casi finora sono stati 320, mentre il territorio regionale conta 14.074 casi positivi e 1.644 morti. Per intenderci, la seconda provincia emiliana con meno casi, subito dopo Ferrara, è Ravenna, che ne conta 580. “I contagi non sono mai cresciuti, evidentemente qualche ragione ci sarà”, ha detto il commissario straordinario regionale per l’epidemia Sergio Venturi, secondo il quale da un’analisi della composizione dei contagi nella provincia emerge, “una presenza su Ferrara prevalente” ma poi tutto il testo si concentra “prevalentemente sul confine con la provincia di Bologna” mentre la restante gran parte della provincia è come “preservata”.

Il commissario ha ipotizzato: “Credo che o la talassemia o il tema della malaria credo abbiano avuto una parte nel mantenere quelle zone quasi intatte rispetto a un attacco così forte e feroce come quello del virus che abbiamo in queste settimane”, lanciando uno spunto per possibili studi. Come ha sottolineato Venturi, poco più a nord di Ferrara anche Rovigo, in Veneto, resiste alla crescita dei casi di contagi. In tutta la regione finora ci sono stati 9.374 positivi e 492 decessi, ma di questi solo 136 positivi e 4 morti sono stati registrati in Polesine (nel Bellunese, seconda provincia meno colpita, i casi sono 430).

Il caso di Nemi, nel Lazio

Tra i comuni che resistono all’avanzata del Coronavirus c’è anche Nemi, borgo medievale di quasi 2mila abitanti, dove si registrano zero contagi tra gli abitanti. Il primo caso è arrivato però nella cittadina dei Castelli Romani con un paziente di un altro comune, Palestrina, ricoverato alla clinica Villa delle Querce.

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