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Niccolò è rientrato in Italia, i medici: “è in buone condizioni”. Il 17enne era rimasto bloccato a Wuhan, ora nuovo test per coronavirus

Lo studente era rimasto bloccato per due volte in Cina a causa della febbre. Ad attenderlo all'aeroporto di Pratica di Mare anche il ministro Di Maio

Di Anna Ditta
Pubblicato il 15 Feb. 2020 alle 07:44 Aggiornato il 15 Feb. 2020 alle 12:16
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Niccolò è rientrato in Italia, i medici: “è in buone condizioni”. Il 17enne era rimasto bloccato a Wuhan, ora nuovo test per coronavirus

È in buone condizioni Niccolò, il 17enne rimasto bloccato per due volte a Wuhan, secondo le dichiarazioni dei medici. Il ragazzo, arrivato all’Istituto Spallanzani dove sarà messo in isolamento, è stato sottoposto a un tampone naso-faringeo per la ricerca del nuovo coronavirus e di altri eventuali agenti patogeni.

L’aereo con a bordo lo studente è atterrato questa mattina alle 7.40 circa a Pratica di Mare. A riportare il minorenne in Italia è stato un volo dell’Aeronautica Militare italiana.

Ad accogliere il ragazzo, oltre alla sua famiglia, anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

“Appena atterrato il volo che ha riportato Niccolò in Italia. Bentornato a casa!”, ha scritto su Facebook il ministro postando il video dell’aereo dell’Aeronautica militare che atterra all’aeroporto di Pratica di Mare.

Niccolò, 17enne di Grado, si trovava in Cina per un progetto di scambi internazionali. A causa della febbre non è potuto rientrare in Italia con i nostri connazionali partiti dalla città di Wuhan all’inizio di febbraio. Lo studente è risultato poi negativo al test sul coronavirus, ma ha dovuto ugualmente aspettare che la febbre passasse per fare rientro a casa.

Il volo che ha riportato Niccolò in Italia da Wuhan è partito ieri alle 5,45. Si tratta di un volo speciale allestito per garantire il trasporto in bio-contenimento con a bordo personale sanitario specializzato, medici e infermieri dell’Esercito e dell’Aeronautica, coordinati da un team dell’Ospedale “Lazzaro Spallanzani” di Roma.

A bordo del Boeing KC-767 dell’Aeronautica militare che ha riportato Niccolò in Italia ha viaggiato anche il vice ministro della Salute Pierpaolo Sileri, assieme a medici ed infermieri.

Dopo lo sbarco, Niccolò è stato trasferito allo Spallanzani per la quarantena. Sarà sottoposto a un nuovo test.

Le sue condizioni “sono buone”, fanno sapere i medici dello Spallanzani. Il 17enne “presenta una febbricola e non manifesta altra sintomatologia. Appare sereno e di ottimo umore”.

“I due cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan, casi confermati di infezione da nuovo coronavirus, continuano a essere ricoverati nella terapia intensiva del nostro Istituto”, proseguono. “Le loro condizioni cliniche sono stabili con parametri emodinamici migliorati”. La prognosi resta riservata.

Per quanto riguarda l’italiano risultato positivo al test e trasferito dalla Cecchignola allo Spallanzani, le sue condizioni sono definite “ottime” dai medici.

A cura di Emanuele Fucecchi

Niccolò: “Peccato per studio, tornerò in Cina”

“Sono un po’ amareggiato perché ho dovuto interrompere il percorso di studi che avevo iniziato in Cina grazie a Intercultura. È un bellissimo progetto, chi poteva pensare che sarebbe finita così? Però almeno non dovrò perdere l’anno scolastico”. Sono le parole di Niccolò, rientrato stamattina a Pratica di Mare, in un’intervista telefonica rilasciata a Repubblica ieri, prima di salire sull’aereo dell’Aeronautica militare che lo ha riportato in Italia.

“Sono contentissimo, soprattutto perché stavolta, dopo due tentativi, so che partirò. Non vedo l’ora di rivedere la mia Grado, anche se so che a Roma dovrò fare la quarantena. Ma, insomma, il peggio è passato”, ha affermato il 17enne, spiegando di non aver avuto paura.

“Certo sono stato inquieto. Nelle lunghe ore di attesa mi ripetevo ‘stai calmo, stai calmo, stai calmo’, cercando di non perdere il controllo. Però ero in contatto con i miei genitori, i miei amici, lo staff della onlus Intercultura, e questo mi ha aiutato. Così come devo ringraziare la nostra ambasciata, che mi è stata sempre vicina e non mi ha fatto sentire né solo né abbandonato”. In Cina “certo che tornerò. Più avanti, quando tutta questa storia sarà finita. Ci tornerò da solo, non più nell’ambito di un programma di scambio culturale”, ha dichiarato lo studente.

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