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Bufera dopo il concerto di Ultimo all’Olimpico: scoperti lavoratori in nero e clandestini

Di Beatrice Tomasini
Pubblicato il 7 Lug. 2019 alle 08:59

Concerto Ultimo Olimpico – Lavoratori in nero e clandestini pagati 4 euro all’ora per smontare il palco dopo il concerto di Ultimo allo stadio Olimpico di Roma di giovedì scorso.

È quanto emerso da un blitz della Guardia di Finanza subito dopo l’evento che ha registrato un vero e proprio bagno di folla per il giovane cantante romano che è riuscito a radunare oltre 60mila persone.

I militari del Comando provinciale della Guardia di finanza si sono imbattuti in un ennesimo caso di lavoratori irregolari e sfruttati: su oltre sessanta addetti identificati, circa trenta sono risultati fuori norma.

Dieci persone sono risultate clandestine e altre venti irregolari, la maggior parte dei quali di provenienza africana o del Bangladesh.

Non solo, è emerso che tra di loro era presente anche un cittadino della Sierra Leone già colpito da un decreto di espulsione perché sorpreso varie volte sul territorio italiano senza permesso di soggiorno.

Molti di loro hanno mostrato permessi di soggiorno non a norma o scaduti, altri ne erano totalmente sprovvisti. Gli operai, nel corso degli interrogatori con i finanzieri del 3° Nucleo operativo metropolitano Roma, hanno raccontato di non avere contratti di lavoro ma di essere pagati al termine degli eventi in contanti circa 4 euro l’ora.

La tariffa sindacale ne prevede invece 6 euro e mezzo lordi l’ora. Gli agenti stanno portando avanti le indagini su cinque società coinvolte nella gestione logistica e nell’organizzazione del concerto.

Si tratta di grandi ditte che gestiscono, tramite appalti, i più grandi eventi musicali della Capitale. Nel frattempo l’agente dell’artista ha smentito il coinvolgimento del proprio assistito con un comunicato stampa.

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