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Carabiniere ucciso a Roma, la conferenza stampa del Procuratore | DIRETTA LIVE

Parla il procuratore Michele Prestipino

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 30 Lug. 2019 alle 11:59 Aggiornato il 30 Lug. 2019 alle 14:19
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Carabiniere ucciso conferenza stampa: attesi nuovi dettagli dell’inchiesta

Oggi alle 12.00 al Comando provinciale dei Carabinieri di Roma, a piazza San Lorenzo in Lucina 6 si tiene una conferenza stampa per rendere noti i dettagli sulle indagini sull’omicidio del vicebrigadiere dei Carabinieri, Mario Cerciello Rega, alla presenza del procuratore della Repubblica di Roma, facente funzioni, Michele Prestipino.

> L’inseguimento e 11 colpi di baionetta: cosa sappiamo finora sull’omicidio del carabiniere

Carabiniere ucciso a Roma, la diretta della conferenza stampa

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ore 13.00 – Si chiude la conferenza stampa sull’omicidio del Carabiniere ucciso a Roma.

ore 12.48 – Gargaro conferma: “Cerciello non aveva con sé la pistola. L’arma l’abbiamo ritrovata nel suo armadietto. Il motivo per cui l’aveva lasciata lo sa solo lui. Varriale invece aveva l’arma, che gli è subito stata presa per esaminarla”.

ore 12.46 – “Come avevano l’arma?”. Il comandante Gargaro risponde: “L’arma è stata portata dagli Usa da Elder”. Il procuratore aggiunto D’Elia aggiunge: “Elder così violento per paura”.

ore 12.42 – “Cerciello era armato?”. Il comandante Gargaro risponde: “Mario Cerciello non aveva le armi con sé, l’aveva dimenticate. Ma in ogni modo non avrebbe avuto modo di reagire”.

ore 12.34 – Francesco D’Aloia, comandante nucleo investigativo Roma: “Risulta dai tabulati che Brugiatelli abbia telefonato”

ore 12.32 – “Come sono stati ritrovati i due americani?” Nunzia D’Elia risponde: “Con alcolici e birra, in stato alterato perché avevano assunto un mix di alcol e droghe, ma con coscienza sufficiente per rispondere”.

ore 12.31 – Iniziano le domande dei giornalisti.

ore 12.27 – Nunzia D’Elia: “Ora abbiamo interrogato gli indagati e sentito le loro versioni. Ogni cittadino deve potersi fidare di una polizia che ti difende, di un magistatura corretta e di uno Stato che fa tutte le indagini necessarie per capire cosa è successo”.

ore 12.23 – Prende la parola Nunzia D’Elia, procuratore aggiunto di Roma: “Il ringraziamento che oggi facciamo alle forze dell’ordine è molto sentito e molto serio. Direi che accanto all’azione investigativa, c’è stato un grosso lavoro di squadra. Non era scontato trovare i colpevoli così in fretta”.

ore 12.21 – Poi Gargaro riferisce sulla pista dei migranti: “L’indicazione del fatto che fossero stati due maghrebini è stata data da Brugiatelli”, la persona che era stata derubata della zaino.

ore 12.18 – Gargaro spiega: “Una volta che si sono qualificati come carabinieri, Cerciello e Varriale sono stati immediatamente aggrediti. C’erano quattro pattuglie nei paraggi, ma non dovevano essere visibili per non pregiudicare l’operazione. Non c’è stata possibilità di usare le armi e non c’è stato il tempo di reagire. Varriale non poteva sparare a un soggetto in fuga, altrimenti sarebbe diventato anche lui indagato”.

ore 12.14 – “La registrazione audio della richiesta di aiuto l’avete sentita. La vicenda è stata segnalata alla centrale operativa. La sede più vicina era quella di Mario Cerciello Rega”, dice il comandante provinciale.

carabiniere ucciso conferenza stampa – ore 12.12 – Gargaro: “Perché vengono fatti controlli in borghese? Perché c’è un bisogno di sicurezza maggiore. Svolgiamo servizi sia in divisa, sia in borghese per quei reati che vengono definiti di danneggiamento del patrimonio”

ore 12.11 – Prende la parola Francesco Gargaro, Comandante provinciale Carabinieri: “Vorrei esprimere disappunto e dispiacere per le ombre e i presunti misteri che sono stati sollevati e diffusi in merito a questa vicenda”. Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Roma, Francesco Gargaro, nella conferenza stampa sull’omicidio del vice brigadiere Mario Cerciello Rega. “La ricostruzione attenta e scrupolosa ha dimostrato la correttezza e regolarità di questo intervento – ha sottolineato -, analogo e ricorrente nella città di Roma”.

ore 12.08 – “Uno dei ragazzi americani è stato interrogato in modo non ortodosso: è stato bendato in una caserma. Anche l’Arma si è dissociata da questo gesto e sono stati avviati tutti gli accertamenti sul caso. Gli indiziati sono stati individuati e interrogati dai magistrati nel rispetto della legge”. Così il procuratore aggiunto di Roma, Michele Prestipino, durante la conferenza stampa sul caso dell’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega.

ore 12.05 – Prestipino continua: “Per entrambi gli indagati è stata disposta la custodia in carcere, le indagini sono ancora in corso. Con alcuni aspetti della vicenda ancora da chiarire”

ore 12.00 – “Un vuoto incolmabile, ma rimane l’esempio dato agli altri”, così Prestipino apre il discorso della conferenza stampa

ore 11.54 – Il procuratore Michele Prestipino si appresta a parlare

ore 11.50 – La sala del Comando dei Carabinieri è gremita di giornalisti

L’ultima ricostruzione

Gli inquirenti sono al lavoro su dubbi e incongruenze ancora non risolte, come il giallo sulla presenza di Cerciello e il collega Varriale nella piazza in cui ci fu lo scambio, quasi un’ora prima della telefonata al 112 raccontato sulle pagine del Corriere della Sera che ripercorre la notte dell’omicidio minuto per minuto.

Intanto, l’autopsia del vicebrigadiere rivela la presenza di undici coltellate, e non otto come si era detto in un primo momento, sferrate da Elder mentre abbranca da dietro Cerciello.

L’azione che ha portato all’omicidio sembra essere più da marine che non da studente di 19 anni con un fisico nella norma. Elder sostiene di aver agito per paura, credendo che il carabiniere fosse anche lui un pusher. Anche se gli altri carabinieri presenti sul luogo del delitto dicono: “Ci siamo identificati come carabinieri secondo la procedura”.

Elder Lee impugna un coltello “a baionetta” che il pm Calabretta e l’aggiunto D’Elia descrivono nel decreto di fermo “per tipo certamente idoneo a cagionare grave offesa”. Secondo i carabinieri del Comando provinciale che indagano sulla vicenda Lee avrebbe portato quel coltello dagli Usa, in valigia.

Per quanto riguarda le denunce, rischia anche Sergio Brugiatelli, che ha portato i due studenti dal pusher e che, dopo il furto del borsello con il suo contenuto, ha chiamato il 112. Il 47enne sostiene di aver messo lui in giro la voce degli aggressori maghrebini“per paura di quelli a cui avevo rifilato il pacco”. L’Arma ha diffuso ieri l’audio della telefonata al 112 (manca però il coinvolgimento di Cerciello e Varriale).

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