Calci al bambino africano, parla la mamma: “I miei figli lo hanno riconosciuto”

Si tratta del fratello di un pentito di camorra che si trovava in un luogo protetto del Cosentino

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 7 Set. 2019 alle 14:52 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:20
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Immagine di copertina

Calci al bambino africano

L’uomo che ha dato calci al bambino africano a Cosenza è stato riconosciuto dai fratellini della sua piccola vittima. A raccontarlo è stata la mamma: “I miei figli hanno visto quell’uomo vicino alla Questura e mi hanno detto che era quello che li aveva aggrediti”.

La donna non si è tirata indietro, anzi. “L’ho affrontato e gli ho chiesto: perché? Lui ha detto di non sapere che cosa volevo e stava andandosene per cui sono corsa ad avvertire i poliziotti”, ha raccontato. Gli agenti della sezione volanti della Questura di Cosenza lo avevano già identificato, ma un’ulteriore conferma è venuta proprio dai fratellini del bimbo, che hanno 14 e 10 anni.

Si tratta del fratello di un pentito di camorra che si trovava in un luogo protetto del Cosentino. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza visionate dagli agenti non hanno ripreso la violenza subita dal bambino, ma dai filmati è stato possibile rintracciare diversi testimoni che, una volta ascoltati, hanno portato all’identificazione dei due  L’uomo e la moglie, entrambi denunciati per lesioni personali aggravate, sono stati immediatamente allontanati dalla Calabria e trasferiti in un’altra località protetta.

Cosenza, cosa è successo

Il bambino africano preso a calci, figlio di immigrati di origine marocchina, si trovava con la mamma e i fratellini di 8 e 10 anni in uno studio medico. Vedendo che l’attesa della visita si prolungava e i bambini stavano cominciando ad annoiarsi, la donna ha dato ai figli i soldi per comprare il gelato e li ha fatti uscire. Per strada, il più piccolo si è avvicinato a una carrozzina dove c’era una bambina. Il padre, secondo quanto raccontato da una testimone, quando lo ha visto avvicinarsi lo ha colpito con un calcio all’addome.

“L’ho visto fare un salto di due metri e accasciarsi a terra. Non potevo credere a quello che stava succedendo. Il mio primo pensiero è stato soccorrerlo”, ha raccontato la testimone ai soccorritori del 118 intervenuti sul luogo.

“Ero dal medico – ricorda la madre – e ho mandato i bimbi ad aspettarmi giù e poi ho sentito le urla di mio figlio più piccolo. Sono corsa a vedere cosa fosse successo e sono stati minuti di paura, pensavo fosse morto, ma non riuscivo a capire nulla. Devo ringraziare chi ha soccorso mio figlio e chi ha fermato quell’uomo. Siamo qui dal 2003 e non mi era mai capitata una cosa del genere”.

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