Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:18
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Alex Pompa: “Ho dovuto uccidere mio padre, altrimenti avrei fatto la stessa fine di Jessica”

Immagine di copertina

Parla Alex Pompa: “Ho dovuto uccidere mio padre”

Alex Pompa rivela di essere stato costretto a uccidere il padre paragonando la sua vicenda a quella di Jessica Malaj, la 16enne assassinata a Torremaggiore dal genitore mentre tentava di difendere la madre dalla furia omicida dell’uomo.

Il ragazzo ha ucciso il padre il 30 aprile 2020 a coltellate a Collegno in provincia di Torino. Alex Pompa in primo grado è stato assolto, mentre nel processo d’appello per lui la procura ha chiesto 14 anni di reclusione perché, secondo l’accusa, la sua non fu legittima difesa.

In attesa della sentenza, Alex Pompa ha rilasciato un’intervista a La Stampa: “Sono sospeso. Se la sentenza di assoluzione si ribalta è una sconfitta per tutti. Io ho fatto ciò che ho fatto soltanto per difesa. Se non lo avessi fatto non sarei qui, e mia mamma sarebbe morta”.

Il giovane, quindi, ricostruisce ancora una volta la sua vicenda ricordando che il padre era “un uomo ossessivo, morboso, violento. E i fatti di cronaca raccontano una verità spietata: gli uomini così prima o poi uccidono”.

Secondo Alex la storia di Torremaggiore “è uguale alla mia e a quella di tante altre. Era scontato che finisse così: se vivi con una persona violenta, gelosa, morbosa, che controlla la tua vita, stai andando incontro alla morte”.

“Papà controllava tutto. Le poche volte che la mia fidanzata è venuta a mangiare da noi, prendevamo soltanto una pizza da asporto, niente altro, mai cucinato nulla in casa” ha aggiunto il ragazzo.

Alex, poi, racconta un aneddoto legato al fratello: “Una volta disse no al calcio, lui lo picchiò malamente e poi gli bucò il pallone con un coltello”.

In famiglia, inoltre, non guardavano mai programmi giornalistici perché “avevamo paura che si parlasse di femminicidi o stragi in famiglia e che lui le emulasse. Se lui sapeva di una donna ammazzata diceva se l’è meritato quella puttana”.

Ti potrebbe interessare
Ambiente / Un assaggio del mondo al contrario (di Antonio Barone)
Cronaca / Travaglio sul tentato suicidio della mamma di Sempio: “Cercano un altro morto, vermi”
Cronaca / Angela Taccia sul tentato suicidio della madre di Sempio: "Andrea è arrabbiato"
Ti potrebbe interessare
Ambiente / Un assaggio del mondo al contrario (di Antonio Barone)
Cronaca / Travaglio sul tentato suicidio della mamma di Sempio: “Cercano un altro morto, vermi”
Cronaca / Angela Taccia sul tentato suicidio della madre di Sempio: "Andrea è arrabbiato"
Cronaca / Il sociologo vicino a Orbán tra le tracce della maturità
Cronaca / L’Italia invecchia e non fa figli: a rischio lavoro, welfare e pensioni. Ma la ministra Roccella: “Ora rimediamo”
Cronaca / Smart working e calo delle assunzioni: il costo invisibile per i giovani
Cronaca / Garlasco, la mamma di Andrea Sempio ricoverata d’urgenza in ospedale: “Overdose da farmaci”
Cronaca / Sorelle scomparse in Abruzzo: "Alisya e Sarah Di Giacinto sono con un adulto"
Cronaca / “L’IA non è responsabile, lo siamo noi”: il Business Ethics Summit riunisce 70 leader per riportare l’umano al centro dell'era digitale
Cronaca / Fs Italiane: al via corse prova sulla linea AV/AC Brescia Est-Verona