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Alessia Pifferi, accusata dell’omicidio della figlia di 18 mesi: “Nessun disagio psichico, lei sempre consapevole”

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Alessia Pifferi, accusata dell’omicidio della figlia di 18 mesi: “Nessun disagio psichico, lei sempre consapevole”

Alessia Pifferi, la 37enne accusata di aver ucciso la figlia di 18 mesi lasciandola sola a casa per sei giorni, “si è sempre dimostrata consapevole, orientata e adeguata”. Ad affermarlo è il giudice per le indagini preliminari di Milano, nel provvedimento con cui ha respinto la seconda istanza presentata dalla difesa a procedere a una consulenza neuroscientifica in carcere

La difesa, sostiene il gip Fabrizio Filice, non aveva infatti intenzione di analizzare capacità o meno di intendere e di volere della donna: una “prospettiva” che “allo stato non si aggancerebbe ad alcun elemento fattuale”, anche perché Pifferi non ha alcuna “storia di disagio psichico” nel suo passato. Piuttosto punta su un accertamento di tipo “neuroscientifico-cognitivo” per “cercare di sondare il funzionamento strettamente cognitivo dell’indagata”. Secondo Filice, anche dopo l’ingresso in carcere, la donna si è dimostrata “consapevole, orientata e adeguata” e in grado di “iniziare un percorso, nei colloqui psicologici periodici di monitoraggio, di narrazione ed elaborazione del proprio vissuto affettivo ed emotivo”.

Nelle parole del gip, la “espressa finalità” dei difensori sarebbe stata quella di “incidere sul processo interpretativo del giudice”, che durante il processo dovrà valutare l’eventuale dolo dell’azione commessa. Una consulenza di questo tipo, sostiene il gip, non può entrare nel processo senza contraddittorio. Piuttosto potrà essere il giudice, se vorrà, a disporre una simile perizia, se la riterrà necessaria.

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