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Nella multietnica Piazza Vittorio di Roma arriva l’Albero delle Identità: “L’arte come mezzo di formazione”

Immagine di copertina
Credit foto: HAPPY Coaching and Counseling

L'Albero delle Identità è un progetto promosso dall’associazione Happy Coaching & Counseling di Roma: un'opera d'arte partecipata, attraverso un percorso di formazione che coinvolge scuole, istituzioni, aziende e utenti del territorio. Patrocinato dal Comune di Roma, nell'ambito dei lavori di ristrutturazione del giardino storico di Piazza Vittorio, l'Albero è un esempio di resilienza della comunità multietnica dell'Esquilino

L’arte come mezzo di formazione personale e collettiva, lo sviluppo del senso di appartenenza e la riqualificazione del territorio, per creare una comunità educante e una società sostenibile. Sono alcuni dei valori e degli obiettivi promossi da Happy Coaching & Counseling, organizzazione di promozione sociale che opera in una delle zone più multietniche di Roma, Piazza Vittorio, a pochi passi dalla stazione Termini. Attraverso il metodo del Lean Art-Coaching, l’associazione punta ad innescare processi di miglioramento continuo e sviluppo sostenibile per i partecipanti e tutta la comunità. Una delle realizzazioni pratiche più interessanti portate avanti da questo gruppo è senz’altro L’albero delle Identità, che ha visto il coinvolgimento delle scuole e dei giovani per la creazione di un’opera artistica collettiva, che permette di individuare le abilità che si vogliono migliorare, impattare sull’ambiente e sul decoro urbano.

Ne abbiamo parlato con il presidente dell’associazione, Stefano Battiato: “Intendiamo l’arte non come fine a se stessa, ma come mezzo di formazione, per il miglioramento continuo personale e collettivo, attraverso gli strumenti del coaching. Un’applicazione di questa metodologia è appunto L’albero delle Identità: partiamo dalle scuole perché per noi è fondamentale che i ragazzi escano dalle mura delle proprie classi per impattare sull’ambiente e sulle persone che ci vivono”.

“Abbiamo iniziato con le stazioni ferroviarie o i parchi degradati, fino ad arrivare a Piazza Vittorio – spiega Battiato a TPI. L’albero è un’opera partecipata dove tutti portano una propria abilità: cerchiamo di far scoprire una potenzialità che ha l’individuo e di svilupparla attraverso il coaching. Aiutiamo quindi i partecipanti a realizzare la foglia in creta, sulla quale ognuno indica il proprio nome e l’abilità che si vuole portare al territorio. All’iniziativa, che vanta il patrocinio di ASviS e Roma Capitale, hanno preso parte tra gli altri la sindaca Virginia Raggi, che ha scelto “coraggio”, mentre Roberto Gualtieri ha indicato “ascolto”. Un progetto quindi che parte dal territorio per il territorio”.

Dell’iniziativa dell’Albero delle Identità ne abbiamo parlato anche con altri importanti membri dell’associazione Happy Coaching & Counseling: la giovane studentessa Elisa Battiato e Gesine Danielsen, esperta di coaching per bambini e adolescenti. “L’albero in realtà è solo un mezzo, gli obiettivi che vogliamo raggiungere sono ad esempio la sicurezza dei ragazzi nelle scuole e anche un coinvolgimento dei loro genitori. In particolare prendono parte al progetto soprattutto studenti della terza media, un anno cruciale della loro crescita, visto che si trovano ad affrontare il primo esame della loro vita e a dover scegliere quale scuola superiore frequentare”.

“Nella scuola in cui abbiamo avviato questo progetto dell’Albero (l’Istituto Comprensivo Manin di Roma), il 46% degli studenti non era italiano: è quindi anche un importante strumento per l’integrazione e l’inclusione. Il nostro obiettivo – spiega Elisa Battiato – è quello di continuare a portare avanti di anno in anno l’iniziativa, che possa crescere proprio come un albero. Puntiamo a creare una comunità educante, favorendo le relazioni tra le varie parti della società, per permettere ai ragazzi di crescere in un ambiente sano e funzionale”.

Il progetto dell’Albero delle Identità si è sviluppato nel corso del 2020, ed è andato avanti nonostante le difficoltà causate dalla pandemia. “Durante il lockdown le parole più indicate sulle foglie-abilità erano calma, pazienza, resilienza”. Su quale parola a vostro avviso bisognerebbe puntare maggiormente in questo periodo? “Oggi sceglierei consapevolezza”, ci dice Elisa. “Per cambiare le proprie abitudini sbagliate, per esempio nei confronti dell’ambiente, c’è bisogno di tanta consapevolezza di sé, oltre che di un grande sforzo. Per questo è importante sviluppare una mentalità sostenibile, valorizzando innanzitutto se stessi”.

Leggi anche: Il mercato di Piazza Vittorio

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