Aborto, il ministero Salute ha aggiornato le linee guida sulla pillola Ru486: “Non serve il ricovero, si potrà assumere fino alla nona settimana”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 13 Ago. 2020 alle 15:15 Aggiornato il 16 Ago. 2020 alle 14:33
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Il ministero della Salute ha aggiornato le Linee di indirizzo sulla interruzione volontaria di gravidanza e l’aborto farmacologico, che annullano l’obbligo di ricovero dall’assunzione della pillola Ru486 fino alla fine del percorso assistenziale e allungano il periodo in cui si può ricorrere al farmaco fino alla nona settimana di gravidanza.

Le nuove Linee guida accolgono il parere del Consiglio superiore di sanità che raccomanda “di effettuare il monitoraggio continuo ed approfondito delle procedure di interruzione volontaria di gravidanza con l’utilizzo di farmaci, avendo riguardo, in particolare, agli effetti collaterali conseguenti all’estensione del periodo in cui è consentito il trattamento in questione”.

Il farmaco era stato approvato dall’Aifa nel 2009, ma l’impiego era limitato al regime di ricovero per i tre giorni necessari, anche se molte regioni con ordinanze proprie permettevano invece il day hospital. Proprio la decisione della governatrice dell’Umbria Donatella Tesei di annullare la delibera della precedente amministrazione che permetteva il day hospital ha portato il ministro della Salute Roberto Speranza a chiedere un parere al Consiglio Superiore di Sanità, che ha quindi rimosso il vincolo. La decisione della giunta guidata dalla leghista Donatella Tesei, aveva scatenato un’ondata di proteste, su un tema che, in realtà, non riguardava solo l’Umbria ma tutta l’Italia. Infatti il ricorso al metodo non chirurgico nel nostro Paese è fermo al 20,8% dei casi, con grandi differenze tra Regioni. Le linee guida che saranno emanate dal ministero intendono dunque facilitare l’interruzione di gravidanza con metodo farmacologico.

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