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Solstizio d’inverno 2020: cosa è, orari del tramonto in Italia

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Solstizio d’inverno 2020: cosa è, orari del tramonto in Italia città per città

SOLSTIZIO D’INVERNO 2020 – Oggi, lunedì 21 dicembre 2020, è il solstizio d’inverno, data che segna ufficialmente l’inizio della stagione invernale astronomica nel nostro emisfero (quello boreale). L’evento avrà luogo alle ore 10,02 italiane in punto e sarà associato al giorno più corto dell’anno.

Cosa è

Il solstizio di inverno è il momento in cui Sole raggiunge il punto di declinazione minima nel suo moto apparente lungo l’eclittica, ossia il percorso che annualmente la nostra stella madre sembra compiere rispetto allo sfondo della sfera celeste. In pratica abbiamo una giornata con pochissime ore di luce; l’opposto di ciò che accade durante il solstizio d’estate.

Solstizio d’inverno 2020: il giorno più corto nelle città italiane

Ma quanto durerà il giorno oggi, 21 dicembre 2020, solstizio d’inverno? Per quanto concerne le ore di luce, a Roma il giorno più corto dell’anno durerà ad esempio 9 ore e 7 minuti, con il Sole che sorgerà alle 7,34 e tramonterà alle 16,42. A Milano l’illuminazione naturale sarà presente per 8 ore e 42 minuti, a Firenze per 8 ore e 53 minuti, a Napoli per 9 ore e 14 minuti.

Nascita divinità

Nell’antico Egitto, nel 3.000 a.C. circa, si festeggiava il dio Sole babilonese Shamash, mentre veniva celebrata la nascita del dio Horus, raffigurato spesso tra le braccia di Iside, che rappresentava il sole appena levato al mattino. In seguito in Egitto si cominciò a celebrare la nascita di colui che veniva considerato l’incarnazione del Sole: Tammuz, nato dalla dea Ishtar. Anche Tammuz, similmente all’iconografia cristiana, viene raffigurato in braccio a sua madre Ishtar, con il capo sovrastato da un’aureola. Bisogna aggiungere inoltre che anche nella tradizione babilonese, il dio Tammuz muore e risorge dopo tre giorni.

Nell’antica Grecia, durante i giorni in corrispondenza del solstizio d’inverno, veniva venerato il dio Dioniso, attraverso l’organizzazione di una festa rituale chiamata Lenaea. Mentre nell’antica Roma, dal 17 al 23 dicembre venivano organizzati i Saturnali, festività dedicate all’insediamento nel tempio di Saturno, dio dell’agricoltura. Sempre nell’antica Roma, inoltre, veniva festeggiato il “Sol invictus”, simboleggiante la rinascita del Sole che, dopo un periodo nell’oscurità, tornava a splendere più forte di prima.

Nella tradizione celtica e germanica antecedenti al cristianesimo si festeggiava Yule, che, nel paganesimo e nel neopaganesimo rappresentava uno degli otto giorni solari.

In Persia veniva celebrata la nascita del dio guerriero Mithra. Egli, proprio come il dio cristiano, venne partorito da una vergine e venne chiamato “il Salvatore”.

In Azerbaigian a nascere dopo il solstizio d’inverno era Zarathustra.

In Oriente nasceva Buddha.

Nel Messico pre-colombiano, gli Aztechi raffiguravano il sole attraverso un giovane guerriero che muore ogni sera, rinascendo la mattina dopo, sconfiggendo la luna e le stelle. La leggenda vuole che, per compiacere il dio, gli indigeni gli offrissero vittime umane in sacrificio per nutrirlo. Nei giorni che seguivano il solstizio veniva inoltre festeggiata la nascita del dio Huitzilopochtli.

Nello Yucatan si celebrava la nascita del dio Sole Bacab, anch’egli nato da una madre vergine: Chiribirias.

In India, la divinità venerata durante le festività di dicembre è Krishna.

In Cina nasceva Scing-Shin.

Infine, nei popoli slavi e del Nord, si festeggiava la nascita del figlio del dio Odino e la dea Freya: il dio Freyr.

Solstizio d’inverno 2020, ma non solo

Abbiamo visto le informazioni sul solstizio d’inverno 2020, giornata particolare che passerà alla storia per un altro evento astronomico. Il giorno più breve dell’anno sarà quindi accompagnato dal passaggio della ‘stella’ di Natale, ovvero la congiunzione di Saturno e Giove, che, secondo il racconto dei Vangeli, avrebbe guidato i Magi. L’osservazione del fenomeno sarà trasmessa online dal Virtual Telescope a partire dalle ore 16,30. Giove e Saturno saranno così vicini da poter essere osservati insieme nel campo di un telescopio. Naturalmente è un avvicinamento apparente che è visibile dalla Terra. Questo fenomeno potrebbe essere la stella di Natale dei Vangeli. Fu Keplero a suggerire che i Magi si siano ispirati al suo passaggio.

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