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Cambiano Padre Nostro, Gloria e alcune formule: come sarà la messa da domenica prossima

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 23 Nov. 2020 alle 08:10 Aggiornato il 23 Nov. 2020 alle 10:20
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Immagine di copertina

Da domenica prossima (29 novembre 2020) in tutte le chiese italiane entrerà in vigore il nuovo Messale revisionato dalla Cei che introdurrà definitivamente una serie di modifiche alle formule e alle preghiere più conosciute. Nel Padre Nostro, ad esempio, arrivano le parole: “Non abbandonarci in tentazione” e non più “non ci indurre in tentazione”. Al momento della consacrazione, il prete all’altare dirà: “Ecco l’Agnello di Dio.. beati gli invitati alla cena dell’Agnello”. Inoltre, dopo il Santo, il sacerdote dirà: “Veramente Santo sei tu, o Padre” e proseguirà “santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito”. Sempre nella consacrazione c’è anche un’altra modifica: “consegnandosi volontariamente alla passione”.

Cambiamenti anche per il Gloria. “Pace in terra agli uomini amati dal Signore”. E al Kyrie sono privilegiate le invocazioni in greco. Kirye eleison, Christe eleison. Infine all’atto penitenziale vi è stata apportata una aggiunta inclusiva: “Confesso a Dio onnipotente fratelli e sorelle tutti”.

La Conferenza Episcopale Italiana si augura che queste novità possano arginare l’iniziativa di qualche prete al fai-da-te. Il sacerdote non deve “togliere o aggiungere alcunché di propria iniziativa”, ammonisce la Cei nell’introduzione al Nuovo Messale. E avverte: la “superficiale propensione a costruirsi una liturgia a propria misura” non solo “pregiudica la verità della celebrazione ma arreca anche una ferita alla comunione ecclesiale”.

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