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Cento anni di Ottavio Missoni: la nuova installazione al MA*GA di Gallarate

Di Paola Savina
Pubblicato il 11 Feb. 2021 alle 11:43 Aggiornato il 11 Feb. 2021 alle 16:22
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Immagine di copertina
A sinistra: installazione al MA*GA. A destra: Ottavio e Rosita Missoni

La nuova installazione al MA*GA per omaggiare il centenario di Ottavio Missoni

Cent’anni fa nasceva Ottavio Missoni, uno dei capostipiti delle eccellenze del Made in Italy, portavoce di un nuovo stile, di una moda a tratti irriverente, dall’impronta inconfondibile e unica al mondo. L’innegabile talento artistico, unito a una personalità capace di disciplina e rigore è forse il segreto del successo di Ottavio Missoni, i cui capi ancora oggi dominano le passerelle e le vetrine più prestigiose.

Eppure Missoni, scomparso nel 2013, non si curava affatto delle apparenze e lo sottolineò più volte, con affermazioni come “Non compro abiti firmati, mi metto quello che mi piace. Quando sono stato inviato al Quirinale mi serviva uno smoking. Non producendo io quella roba, sono entrato da Armani e ne ho comprato uno.” Il suo legame con il mondo della moda è nato e cresciuto con la relazione con la moglie Rosita Jelmini, sua compagna di vita e di carriera lavorativa.

Prima di diventare stilista Missoni si è infatti dedicato ad altre inclinazioni: è stato un grande sportivo, conquistando più volte il titolo di campione nazionale di atletica leggera nei 400 metri e nel 1948 anche la partecipazione ai mondiali di Londra.

194 – Ottavio Missoni Atleta – Primo sui 400 metri, Firenze

L’incontro con Rosita segnò in modo decisivo l’inizio di un nuovo capitolo della sua vita. La famiglia Jelmini possedeva già una fabbrica di scialli e tessuti ricamati in provincia di Varese ed è proprio nel 1953 che la coppia decise di unirsi non solo in matrimonio, ma anche negli affari, dando vita a una nuova produzione artigianale a Sumirago (Varese). Rosita, la mente estrosa, disegnava e creava capolavori di tessuti colorati, Ottavio viaggiava con il campionario per presentare le collezioni ai negozianti. Ed è così che negli anni ’60 iniziarono a comparire i loro capi sulle riviste di moda. Oggi avrebbe compiuto cento anni e nonostante le restrizioni dettate dalla pandemia, un regalo è arrivato.

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Colori originali di Ottavio Missoni al MA*GA di GallarateGrazie alle recentissime riaperture dei musei (con tutte le misure di sicurezza e distanziamento per la riduzione dei contagi Covid) il Museo MA*GA di Gallarate oggi inaugura per l’occasione il nuovo allestimento della “Sala Arazzi Ottavio Missoni”, in collaborazione con la Fondazione Ottavio e Rosita Missoni.

SalaArazzi Museo MA*GA di Gallarate

L’evento vuole valorizzare, per questa ricorrenza, una delle realizzazioni più tessili più innovative e rappresentative della tecnica di lavorazione del brand: gli arazzi in patchwork di tessuto a maglia. Espressione artistica derivante dall’unione di passioni, per la moda, per l’arte, per la materia e il colore, gli arazzi sono esposti nella sala del Museo dedicata a Missoni e accompagnata da una narrazione tematica dei lavori.

I visitatori potranno ammirare anche una selezione di studi originali del maestro, disegnati con pennarelli colorati su carta a quadretti e utilizzati per progettare gli arazzi, una sequenza di tessuti in maglia e una serie di dipinti policromi in acrilico su tavola, creati in forma sperimentale nei primi anni ’70.

“Parte dell’allestimento presenta inoltre la luminosa carriera sportiva di Ottavio, dal 1947 atleta della Società Ginnastica Gallaratese, culminata alle Olimpiadi di Londra del 1948” afferma il figlio Luca Missoni, che insieme ad Angelo Jelmini ha immaginato e architettato lo spazio espositivo. La nuova installazione intitolata a Ottavio Missoni è senz’altro una novità che incorona la riapertura al pubblico del Museo MA*GA e ne arricchisce le proposte espositive.

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