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Arriva l’agri-atelier: la moda agricola bio tutta italiana

10 castagne e 6 cipolle alla volta, l'atelier di Eleonora Riccio promette di conquistare i nostri cuori

Di Nicola Simonetti
Pubblicato il 19 Set. 2019 alle 15:50
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Immagine di copertina
Credit: Eleonora Riccio/Instagram

Arriva l’agri-atelier: la moda agricola tutta bio

Arriva la moda agricola, nuova tappa dell’eco-friendly. È un nuovo progetto tutto italiano, che non solo impiega tessuti vegetali, ma usa anche tinture ricavate da prodotti ortofrutticoli.

Eleonora Riccio, stilista romana 38enne, ha da poco lanciato il suo brand d’abbigliamento, che comprende sia capi prêt-à-porter che capi d’haute couture.

Dopo aver lavorato per Ferragamo, la giovane stilista ha deciso di mettersi in proprio. Nel quartiere di Monte Verde, Riccio impiega una tecnica di co-printing per colorare i propri indumenti.

“Mi sono accorta che il mercato aveva un gap importante” ha spiegato Eleonora Riccio a un quotidiano italiano.

“I grandi brand non hanno collezioni green con tinture naturali. Così ho aperto un laboratorio a Monte Verde, nel centro di Roma, dove tingo i tessuti con infusioni di melograno, cipolla, carciofi, robbia o ginestra”.

A discapito delle aspettative, il prezzo dei capi di abbigliamento non è esagerato, e si accorda alle domande dei clienti: da magliette a 50 euro fino a capi esclusivi che superano le migliaia.

Ultimamene, il mercato della moda fashion ha incontrato una domanda crescente: il 78 per cento degli italiani si è infatti dichiarato favorevole a spendere di più per capi che siano eco-friendly.

Questo a seguito dei dati di un nuovo studio che mostra che l’industria tessile è la seconda industria più inquinante al mondo, responsabile per il 20 per cento dello spreco d’acqua e il 10 per cento delle emissioni di anidride carbonica e gas serra.

Secondo Fashion for Goods, entro il 2030 il consumo di abiti aumenterà del 65 per cento, con il conseguente aumento dello spreco di acqua del 49 per cento.

Ma Pina Terenzi, presidente di Donne in Campo, si dice fiduciosa nella rapida diffusione di tecniche di tintura eco-friendly.

“Il know-how, in Italia già c’è. L’abbiamo perché i processi usati per la tintura con materiale vegetale attingono alla tradizione tessile italiana. Nell’immediato potrebbero ri-coinvolgere almeno 3 mila aziende produttrici di piante officinali in tutto il Paese”.

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