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“Il taglio della Tampon Tax? Lo paghiamo coi 49 milioni della Lega”, la protesta contro l’Iva sugli assorbenti di Onde Rosa

Di Gabriele d'Angelo
Pubblicato il 31 Mag. 2019 alle 21:15 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:26

Assorbenti Iva | Tasse assorbenti | Tampon tax | Detassazione assorbenti | Assorbenti tassati

Assorbenti Iva | Il quesito chiave lo pone Pippo Civati: “C’è qualcosa a cui le donne non possono rinunciare, perché debbono pagarlo solo loro?”.

Quel qualcosa sono assorbenti, tamponi e quant’altro, ancora oggi sottoposti alla cosiddetta Tampox tax, l’iva al 22 per cento. La stessa percentuale che si applica a beni di lusso, yacht, orologi. Ma che in questo caso, come è evidente, grava su beni igienico-sanitari di prima necessità.

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Eccolo qui il motivo della protesta indetta a Montecitorio venerdì 31 maggio dall’associazione Onde Rosa, e da giovani attiviste come Gaia Romani: “Per abbassare l’Iva al 5 per cento servirebbero 300 milioni – spiega la 23enne milanese a Tpi – non è accettabile che pesino sulle nostre spalle soltanto perche siamo donne, per una cosa che non ci scegliamo”.

Assorbenti Iva | Onda Rosa

Accanto a lei campeggia uno striscione portato dai Giovani Democratici lombardi: “-Bacioni + Tamponi”, si legge a chiare lettere, con tanto di suggerimento su dove iniziare a trovare le coperture negate un paio di settimane fa dal governo: “Li paghiamo coi 49 milioni della Lega”. Dei gialloverdi, in realtà, in piazza Montecitorio non c’è manco l’ombra.

Ci sono invece l’opposizione e la sinistra. C’è, come detto, Pippo Civati. C’è il dem Filippo Sensi. E c’è anche Laura Boldrini. Parlano di “battaglie di civiltà” e “questioni di buonsenso”, ma in verità anche i loro partiti, fino a ieri al governo, non sono mai riusciti a risolvere una questione sul tavolo ormai da diversi anni.

Il problema, spiega il segretario dei Giovani Dem di Milano Paolo Romano, è riuscire a portare con forza la battaglia sulla Tampon Tax all’attenzione dell’opinione pubblica. Perché “al governo non interessa chi sta male, ma chi porta voti, chi porta consenso”.

“Questi signori hanno dimostrato tante volte di seguire il consenso facile – gli fa eco Gaia Romani – Quindi noi chiediamo a tutti di far propria questa battaglia. Perché finché saremo noi i primi a dire che non è una priorità, di certo non lo sarà mai per loro”.

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