Piantare le radici nel futuro: con Neya, Mundys punta sulla riforestazione per compensare le emissioni
Dalle mangrovie in Madagascar alle Ande in Cile. Con la società Neya, Mundys punta sulla riforestazione per compensare le emissioni. Ma la decarbonizzazione promuove anche lo sviluppo e la tutela della biodiversità. “Non si tratta solo di rimuovere CO2”, spiega l’a.d. Poli. “Ma di ricostruire ecosistemi resilienti e creare opportunità economiche durature”
Il tema della sostenibilità rappresenta una leva strategica per le aziende che vogliono guardare al futuro con lungimiranza. Lo sa bene Mundys, da sempre attenta a questi aspetti, che ha annunciato – ad ottobre 2025 – la nascita di Neya, società Benefit dedicata alla lotta al cambiamento climatico. Un nuovo asset strategico, controllato al 100% dalla Capogruppo, che seleziona e adotta iniziative prevalentemente “nature based” per la rimozione del carbonio, con l’obiettivo di produrre crediti di CO2 utili per la decarbonizzazione delle infrastrutture di trasporto nelle quali opera Mundys, a livello globale. Un’iniziativa sperimentale, che guarda al futuro con visione strategica, investendo in un’innovativa area di business. Sono pochissime, infatti, ad oggi a livello europeo le società nate con l’obiettivo della rimozione dell’anidride carbonica.
Visione strategica
Neya si inserisce in un contesto in forte espansione: il valore del mercato internazionale dei crediti di carbonio, nel 2024, è stato infatti di circa 115 miliardi di dollari, ma le stime prevedono circa 300 miliardi già per il 2030, con possibilità di crescita fino a oltre 500 miliardi. La società mira con il suo operato a favorire la rimozione permanente di CO2 dall’atmosfera, attraverso soluzioni come il rimboschimento e la gestione sostenibile di foreste e terreni agricoli, promuovendo la sostenibilità ambientale e sociale. Uno dei primi progetti di Neya è già attivo in Madagascar, che punta alla forestazione per 500 ettari lungo le coste a Nord dell’isola (nelle zone di Sofia e Melaky). L’inserimento in queste aree deforestate di mangrovie è strategico, perché si tratta di piante che proteggono le coste dall’erosione e dalle tempeste, ospitano molte specie di pesci, uccelli e crostacei, e immagazzinano grandi quantità di carbonio.
Il progetto, denominato “Ma Honko”, si avvale di un’azienda locale, in modo da favorire anche l’occupazione sul territorio. I crediti di carbonio generati potranno così contribuire a compensare le emissioni delle infrastrutture di Mundys, a loro volta in corso di progressiva riduzione. Da tempo, infatti, la Capogruppo porta avanti una chiara e trasparente strategia ESG che le ha nuovamente fatto conseguire – per il terzo anno consecutivo – il livello A-list, massimo score rilasciato da CDP (ex Carbon Disclosure Project), rating internazionale di riferimento per la valutazione delle performance climatiche e ambientali su oltre 25mila aziende.
D’altronde sono numerosi i traguardi raggiunti nel campo della sostenibilità da Mundys, presieduta da Alessandro Benetton e con Andrea Mangoni alla guida, tra le prime società in Italia a dotarsi di un Climate Action Plan per promuovere la transizione energetica e la decarbonizzazione delle attività economiche lungo tutta la catena del valore in ambito aeroportuale, autostradale e dei servizi di mobilità, ponendosi obiettivi ambiziosi come l’azzeramento delle emissioni nette dirette entro il 2040.
Neya, dunque, sviluppa un portafoglio globale e diversificato di soluzioni nature-based per supportare il percorso di Mundys verso la neutralità climatica, con un approccio orientato alla massima riduzione delle emissioni.
Diversificazione
La nuova società del Gruppo non si limita alla sola compensazione, ma punta alla costruzione di un modello sostenibile capace di generare valore ambientale, sociale ed economico nel lungo periodo. Una strategia operativa basata sulla diversificazione: non singoli progetti, ma una lungimirante combinazione di iniziative differenziate per tipologia, area geografica e orizzonte temporale. Progetti, quindi, distribuiti su scala globale – Africa, Americhe, Europa e Asia – per evitare di essere eccessivamente dipendenti dai singoli mercati, in piena sintonia con la presenza a livello internazionale di Mundys. Tra le peculiarità del modello operativo di Neya, anche l’approccio temporale: alcuni interventi consentono una rimozione della CO2 più rapida e concentrata, mentre altri producono benefici distribuiti su orizzonti più lunghi, fino a 40 anni, così da costruire un flusso di crediti di carbonio più stabile ed equilibrato nel tempo.
Le attività di Neya, inoltre, si concentrano su quattro principali aree di intervento. I progetti di Blue Carbon, che riguardano la tutela, il ripristino e la gestione sostenibile degli ecosistemi costieri e marini, come le mangrovie, che hanno un’elevata capacità di assorbire l’anidride carbonica; le attività di ripristino di foreste degradate e la creazione di nuove aree forestali, fondamentali poiché favoriscono l’assorbimento del carbonio e la biodiversità. E ancora, il ripristino di zone umide e torbiere attraverso interventi di rewetting, per ristabilire i livelli naturali dell’acqua in aree precedentemente drenate e mitigare così le alluvioni. Infine, la promozione di pratiche agricole sostenibili per migliorare la salute del suolo e aumentarne la capacità di immagazzinare carbonio nel tempo.
Benefici a lungo termine
Tra i progetti di riforestazione di Neya, dopo quello in Madagascar, ha preso il via una nuova iniziativa, questa volta nel Sud del Cile, nella Foresta Valdiviana, uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità e minacciati al mondo. La riforestazione riguarderà 170 ettari, l’equivalente di 240 campi da calcio, coinvolgendo lavoratori attivi sul territorio, come piccoli e medi proprietari terrieri, coinvolti nella creazione di foreste native miste. Il piano prevede la piantumazione di specie arboree autoctone come Rauli, Coigüe e Roble, su terreni degradati o marginali, spesso utilizzati in passato per il pascolo, ma anche la formazione tecnica degli agricoltori coinvolti e la creazione di opportunità di lavoro. Il progetto – della durata di 40 anni – consentirà di rimuovere circa 80mila tonnellate di CO2, di cui 55mila saranno impiegate direttamente da Mundys per compensare una quota delle emissioni delle proprie infrastrutture.
«Questo progetto – ha affermato Ruggero Poli, Amministratore Delegato di Neya – dimostra come la riforestazione con specie native possa generare un impatto concreto sia sul clima che sulle comunità locali. Non si tratta solo di rimuovere CO2, ma di ricostruire ecosistemi resilienti e creare opportunità economiche durature per i territori coinvolti, proprio in Cile, non molto distante da una delle autostrade gestite da una società del nostro Gruppo, Costanera».
Non solo rimozione della CO2, dunque. I progetti strategici di Neya portano con sé altri importanti benefici nel lungo periodo, come lo sviluppo sociale ed economico delle popolazioni locali e la tutela della biodiversità. Per una crescita a 360 gradi, nell’ottica di una strategia di business sostenibile da sempre al centro della visione di Mundys.