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Il governo norvegese ha abolito la deforestazione per legge e finanzia la lotta a chi brucia l’Amazzonia

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 23 Set. 2019 alle 12:18 Aggiornato il 23 Set. 2019 alle 12:21
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Immagine di copertina

Nel settembre del 2018 il governo norvegese (meglio: la Commissione permanente per l’energia e l’ambiente del parlamento norvegese) aveva approvato il “piano nazionale sulla biodiversità”, un documento molto ambizioso che si proponeva di mettere al bando il taglio di ogni risorsa boschiva nel Paese.

Ora quel piano è diventato legge e la Norvegia può fregiarsi di essere il primo Stato ad abolire di fatto la deforestazione nelle sue attività istituzionali: nessun contratto viene siglato tra la pubblica amministrazione e le società che tagliano alberi.

Non solo: il Paese sta investendo anche importanti somme per fermare la deforestazione in Brasile (nonostante Bolsonaro), Liberia e Indonesia. Proprio sull’Amazzonia il governo, insieme a ben 230 fondi monetari e a importanti gestori privati, ha firmato un protocollo che chiede alle imprese di tenere sotto controllo la filiera di approvvigionamento del legname per ridurre la distruzione selvaggia degli ambienti boschivi.

Tra i firmatari della convenzione ci sono gestori privati come HSBC Global Asset Management e BNP Paribas Asset Management, fondi di pensione pubblici come CalPERS in California e una Ong con sede a Boston che incoraggia la sostenibilità tra gli investitori.

“La deforestazione e la perdita di biodiversità non sono solo problemi ambientali. Ci sono significativi effetti economici negativi associati a questi problemi e rappresentano un rischio che noi, in quanto investitori, non possiamo ignorare”, ha dichiarato Jan Erik Saugestad, CEO di Storebrand Asset Management, la più grande società norvegese di gestione patrimoniale privata e uno dei firmatari.

Discorso simile anche per il miliardo di dollari che la Norvegia ha promessi con un accordo di dieci anni fa all’Indonesia per ridurre le emissioni dovute agli alberi abbattuti che rilasciano carbonio quando marciscono e quando vengono bruciati.

Il primo pagamento concordato sarà effettuato sulla base del calo dei tassi di deforestazione, in base agli accordi presi nel 2010. Il ministro indonesiano per l’ambiente Siti Nurbaya Bakar e il ministro norvegese per il clima e l’ambiente Ola Elvestuen hanno concordato che i primi pagamenti sarebbero stati effettuati dopo che i tassi di deforestazione sarebbero diminuiti nel 2017, secondo una dichiarazione rilasciata sabato dall’ambasciata norvegese a Jakarta.

Non sono stati forniti dettagli sull’importo del pagamento, sebbene i gruppi verdi stimino che la cifra sia di circa 20 milioni di dollari. “È un grande risultato perché riflette il fatto che l’Indonesia ha cambiato rotta, e questa è una grande notizia per tutti noi”, ha dichiarato Oyvind Eggen, direttore della Rainforest Foundation Norway di Oslo.

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