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Esselunga al top sia per risultati economici che per iniziative di sostenibilità ambientale

Prima per utili nel settore della Gdo, prima al mondo per vendite al metro quadro e in prima linea per la sostenibilità ambientale. La catena fondata da Bernardo Caprotti dimostra come sia possibile conciliare il profitto con il rispetto dell'ecosistema

Di Redazione TPI
Pubblicato il 4 Giu. 2020 alle 11:09 Aggiornato il 4 Giu. 2020 alle 11:44
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Immagine di copertina

Prima per utili nel settore della Gdo, prima al mondo per vendite al metro quadro e in prima linea per la sostenibilità ambientale. Esselunga dimostra come sia possibile conciliare il profitto con il rispetto dell’ecosistema, due aspetti spesso considerati antitetici e la cui interazione è invece determinante, soprattutto in una fase complessa come quella che stiamo vivendo.

Sul piano economico, i risultati di Esselunga sono stati messi in luce dall’analisi dell’Osservatorio di Mediobanca sul settore della Gdo (Grande distribuzione organizzata). Nel periodo oggetto d’analisi (2014/18), il marchio della famiglia Caprotti ha realizzato utili complessivi pari a 1,302 miliardi di euro, nettamente davanti ai principali competitor.

Esselunga nel 2018 risulta anche la prima a livello internazionale, usando il parametro delle vendite per metro quadro di superficie. La catena italiana totalizza 15.794 euro per metro quadro, davanti all’olandese Ahold Delhaize (14.161 euro per mq), le britanniche J Sainsbury (13.774 euro) e Tesco (10.690 euro), le australiane Woolworths (10.133 euro) e Wesfarmers (9.987 euro), le cooperative svizzere Migros (9.891 euro) e Coop Group (8.364 euro) e la spagnola Mercadona (9.069 euro).

Sul piano della sostenibilità ambientale, Esselunga lancia una nuova generazione di bottiglie d’acqua “private label”, prodotte con il 50% di Pet riciclato. Questa nuova generazione di bottiglie abbandona i tradizionali colori verde e blu per diventare completamente trasparente, così da favorirne ulteriormente il riciclo.

Mediamente, ogni anno Esselunga vende 80 milioni di bottiglie d’acqua “private label” e, con il passaggio ad una confezione rPet al 50%, limite massimo permesso dalla legge italiana, taglierà di oltre 1.000 tonnellate l’uso di Pet vergine.

L’iniziativa si inserisce nel quadro di un più ampio progetto di riconversione delle confezioni delle linee di prodotti a marchio Esselunga: è il caso, per esempio, degli imballaggi del latte, realizzati con plastica rPet al 50% o con Tetra Rex Bio-Based, così come dei prodotti della linea “Pronti in Tavola”, il cui imballaggio in plastica riciclata comporta un risparmio di circa 130 tonnellate di Pet vergine.

A questo si somma il progetto “FeVBio: obiettivo ZeroPlastica”, che prevede l’intervento sugli imballaggi dei 150 articoli del reparto frutta e verdura fresca biologica a marchio, dotandoli di un packaging compostabile e/o riciclabile.

Fra le altre attività promosse nel corso dell’ultimo anno da Esselunga in questa direzione anche la campagna “A tavola si sta compostabili”, che ha previsto la sostituzione di tutti i monouso in plastica con altri, in materiali riciclabili o compostabili e l’installazione dei primi eco-compattatori per bottiglie in plastica nei negozi di Brescia Triumplina, Parma Emilia Ovest, Parma Traversetolo e Lido di Camaiore (Lucca).

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