Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:20
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Ambiente

Balle nucleari: tutte le bugie di chi vuole tornare all’atomo

Immagine di copertina
Credit: emanuele fucecchi

L’atomo non è la soluzione per fermare il caro-bollette. Oltre agli elevati rischi ambientali, non conviene economicamente. Ecco Perché

Con l’aumento del costo dell’energia, stanno uscendo come funghi i pro-nuclearisti. Le frasi tipiche? «Il nucleare farebbe risparmiare il Paese e i consumatori finali», «Con l’atomo ci servirebbe meno gas, saremmo meno dipendenti dalla Russia», «L’unico motivo per cui non si investe nel nucleare riguarda le fissazioni degli ambientalisti». Il caro bollette ha risvegliato gli animi dei sostenitori dell’uranio e ha fatto tornare il tema al centro del dibattito. Ma molti sono i miti da sfatare. E all’apice delle motivazioni per le quali il nucleare non ha sfondato non c’è quella ambientale, ma quella economica.

I numeri economici non detti

«Il nucleare è un colossale fiasco finanziario – ci spiega il ricercatore del Cnr Nicola Armaroli –  Prendiamo l’ultimo esempio, la centrale di Hinkley Point nel Regno Unito, il più grande cantiere che c’è oggi in Europa. Doveva costare 16 miliardi di sterline, ne costerà invece 24. Doveva entrare in funzione nel 2017, ma l’accenderanno bene che vada nel 2027. Non c’è uno straccio di investitore che vuole buttarsi in operazioni del genere che sono estremamente costose, dai tempi incerti e potenzialmente a rischio». Perché per quanto la tecnologia sia migliorata e sia ogni anno più sicura, gli incidenti sono capitati nella storia: il disastro di Chernobyl del 1986 e quello causato dall’errore irreversibile alla centrale nucleare di Fukushima I, in data 11 marzo 2011, solo per citare i due più recenti di livello 7. Il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani non lo ricorda mai quando propone un ritorno al nucleare, ma l’Italia – secondo i dati della Protezione Civile Nazionale – occupa un territorio il cui 90 per cento della superficie è a rischio idrogeologico medio-alto. Tutte zone sulle quali costruire una centrale sarebbe quantomeno imprudente. Inoltre, il basso numero di investitori presenti non è un dettaglio trascurabile perché un piano nucleare da 10 Gigawatt richiederebbe tra i 100 e i 300 miliardi di euro tra soldi pubblici e privati. «I fondi pubblici – continua Armaroli – sono agli sgoccioli ancora prima di essere iniettati nel mercato dal Next generation Eu. E i privati? Non pervenuti». I numeri parlano da soli: solo 30 nuovi impianti sono in costruzione nel mondo e non riusciranno a rimpiazzare le centrali che hanno raggiunto l’età della pensione.

Continua a leggere sul settimanale The Post Internazionale-TPI: clicca qui
Ti potrebbe interessare
Ambiente / I Green Jobs sono i lavori del futuro
Ambiente / È quasi meglio di “seconda mano”
Ambiente / Energia geotermica verde, ma non sfruttata
Ti potrebbe interessare
Ambiente / I Green Jobs sono i lavori del futuro
Ambiente / È quasi meglio di “seconda mano”
Ambiente / Energia geotermica verde, ma non sfruttata
Ambiente / I piccoli scienziati crescono
Ambiente / Per l’Onu è la politica il maggior ostacolo alla lotta contro il riscaldamento globale
Ambiente / Soia, l’ingrediente nascosto nei nostri piatti che distrugge le foreste
Ambiente / La “pandemia silenziosa” dei pesticidi, WWF: ogni anno nel mondo circa 385 milioni di casi di avvelenamento acuto e 11 mila decessi
Ambiente / Modelli dietetici più sostenibili e miglior uso del suolo: anche così si può aiutare il pianeta
Ambiente / Addio transizione green? La crisi del gas russo ci sta facendo tornare al carbone. Ma così il Pianeta è a rischio
Ambiente / L’UE per un trasporto marittimo più “verde”