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E questo dove lo butto? Con la app Junker basta una foto per saperlo

Creata da tre giovani ingegneri dell’Università di Bologna, la app risolve tutti i dubbi sulla raccolta differenziata, riconoscendo i prodotti e le regole applicate in ogni singolo Comune. Un modo nuovo per essere "green" e anche per dialogare con la Pubblica Amministrazione

Di Redazione TPI
Pubblicato il 28 Set. 2020 alle 15:54 Aggiornato il 28 Set. 2020 alle 17:26
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Immagine di copertina

Hai un dubbio con la raccolta differenziata dei rifiuti? Adesso basta una foto con il cellulare per avere un’indicazione precisa. È l’innovativo servizio della app “Junker” (il nome deriva da Junk, in inglese “spazzatura”), nato sulla base del dato Istat secondo il quale il 93% degli italiani vorrebbe più informazioni su come separare i rifiuti. L’app ad oggi vanta quasi 800 Comuni abbonati e raccoglie la più grande community di economia circolare d’Italia. E adesso arriva una nuova funzione intelligente basata sul riconoscimento immagini.

I dubbi, d’altra parte, prima o poi sono venuti a tutti: tanti bidoni, imballaggi compositi, norme diverse da Comune a Comune e, per di più, il rischio di multe salatissime: la raccolta differenziata manda ancora in crisi la gran parte degli italiani. Da qui la soluzione creata da tre giovani ingegneri dell’Università di Bologna, Benedetta De Santis, Giacomo Farneti e Todor S. Petkov. Grazie a un database di oltre 1 milione e mezzo di prodotti, Junker consente di ricavare le informazioni per separare correttamente i rifiuti di casa inquadrando il codice a barre o, se si tratta di un prodotto sfuso, semplicemente scattando una foto. Grazie a una complessa combinazione di algoritmi, il sistema riconoscerà l’oggetto e risponderà inviando, in tempo reale, tutte le informazioni sulla composizione del prodotto e le corrette modalità di conferimento in base al Comune in cui ci troviamo.

“Abbiamo lavorato molti mesi per arrivare a questo risultato – sottolinea Giacomo Farneti, ideatore dell’app – Si tratta infatti di una tecnologia sperimentale, mai applicata prima d’ora in questo campo, basata su un sistema di apprendimento automatico che si evolve grazie alla collaborazione degli utenti”. Giorno dopo giorno, dunque, le fotografie e i feedback degli utilizzatori andranno ad accrescere il patrimonio di conoscenza dell’app, che già oggi riconosce oltre 1,6 milioni di prodotti, di cui ben 220mila segnalati per l’appunto dai cittadini.

Non solo. Grazie a Junker le famiglie hanno finalmente a portata di smartphone tutte le informazioni utili per gestire in modo responsabile i propri rifiuti: dal calendario del porta a porta alla mappa dei punti di raccolta, fino alla possibilità di segnalare in modo rapido e preciso rifiuti abbandonati o altre situazioni di degrado. “Crediamo fortemente che ognuno di noi debba fare la propria parte per la salvaguardia del pianeta – sottolinea la CEO Benedetta De Santis – e, grazie a Junker, lavoriamo per promuovere la sostenibilità in modo smart. Abbiamo creato un modello basato solo su informazioni validate dai Consorzi dei materiali, replicabile in tutti i territori e soprattutto fruibile da tutti i cittadini”.

Junker è infatti tradotta in 10 lingue e totalmente accessibile anche ai non vedenti. I nativi digitali la usano quotidianamente senza difficoltà, così come gli anziani. Oltre 1,3 milioni di italiani l’hanno scaricata (gratuitamente) sul proprio smartphone. E ben 800 Comuni, da Bolzano a Caltanissetta, da Torino a Cagliari, hanno aderito al network di Junker, per migliorare la qualità della propria raccolta differenziata, ma anche aiutare i propri cittadini a produrre meno rifiuti.

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