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Tridico (INPS) a TPI: “Presto un decreto per allargare le maglie del Reddito: con l’Isee corrente entra anche chi ha perso il lavoro da poco”

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Pasquale Tridico, Presidente Inps. Credit: ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI

Reddito cittadinanza | Tridico (INPS): con Isee corrente entrano disoccupati

“Tutti i disoccupati, anche i più recenti, potranno essere inclusi nel Reddito. Stiamo rivedendo i criteri di accesso del cosiddetto ‘Isee corrente’, per renderli più larghi”.

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A TPI il presidente dell’Inps Pasquale Tridico annuncia i piccoli, grandi aggiustamenti di importanza vitale che renderanno più “permeabile” e accessibile il Reddito di cittadinanza, soprattutto quelli che hanno perso il lavoro nell’anno nell’anno precedente a quello della presentazione dell’Isee. Lo strumento sarà quello del decreto, e verrà varato prima dell’estate.

Il paradosso che si era creato è questo: secondo la legge che regola l’Isee la dichiarazione che fa fede è quella del 2018 sui redditi del 2017 (quella del 2018, al momento del decreto non era stata ancora nemmeno presentata) e molti di coloro che erano rimasti disoccupati nell’ultimo anno potevano risultare ancora titolari di un reddito o di una Naspi.

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E altri – i cosiddetti “naspizzati” – talvolta non rientravano nei parametri previsti, sopratutto nel caso in cui prendessero la forma più alta di sussidio.

Ecco perché con l’aggiunta di una semplice congiunzione nel testo di legge dell’Isee ( “O” al posto di “e”) queste categorie rientreranno tra gli aventi diritto.

Spiega ancora Tridico: “Il prossimo decreto si occuperà nel dettaglio di questi casi: verranno allargate le maglie e si potrà accedere sempre anche con  un Isee corrente“. Ovvero con un documento che attesta il reddito dell’ultimo anno: uno strumento già accessibile ma a cui pochi facevano ricorso.

“In questo modo si potranno sempre ‘fotografare’ il reddito e il patrimonio nella loro ultima condizione, sia nel caso che si sia subita una interruzione di lavoro, sia nel caso che si sia subito un abbattimento fino al 25 per cento del reddito percepito”.

Questa percentuale non è casuale, perché è quella che permette di comprendere nel Reddito tutti i percettori del Naspi, che come è noto è inferiore allo stipendio e per giunta decrescente.

Aggiunge ancora Tridico: “L’attuale legge richiedeva  che per poter erogare il reddito entrambe le condizioni dovessero sussistere contemporaneamente. Il che in alcuni casi tagliava fuori i lavoratori che avevano perso il lavoro nell’ultimo anno. Con la nuova legge si aggiunge una ‘o’ al posto di una ‘e’ permettendo a tutti di essere compresi”.

Infine ci sono casi paradossali: quelli di coloro che avevano nell’Isee dei redditi (vedi gli operai di Pomigliano) addirittura non percepiti: “Con l’Isee corrente tutti quelli che si trovano in questa condizione potranno accedervi”.

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Tridico è molto soddisfatto di come sta procedendo il flusso delle domande: “In un mondo del lavoro che cambia vorticosamente il Reddito dovrà necessariamente essere uno strumento flessibile, anche nelle modalità di accesso, perché tra chi ha diritto e necessità nessuno resti escluso”.

Tridico è convinto che molti giovani impareranno ad accedere al reddito, soprattutto la parte dell’Housing support, quella parte (280 euro) che è dedicata a coprire un affitto: “Molti studenti universitari, soprattutto i fuori sede, con regolare contratto, potrebbero cumulare le loro quote per pagare l’affitto di appartamenti da suddividere tra di loro”.

Quanto alla polemica sul numero delle domande (troppo basse, secondo i critici del Pd) il presidente dell’Inps sorride: “Negli ultimi due mesi sono arrivate 200mila domande, arriveremo come minimo ad un milione e 300mila. Che moltiplicate per tre, ovvero per il numero medio minimo di componenti di un nucleo familiare, fanno quattro milioni di persone circa. Io lo considero un successo”.