Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Pirelli Summer Promo
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Migranti, la Corte Ue dice no ai rimpatri forzati anche per chi perde lo status di rifugiato

Immagine di copertina

Corte Ue rimpatri forzati | Un migrante in fuga da un territorio in cui rischia di essere torturato o perseguitato non può essere rimpatriato nel suo paese d’origine, anche nel caso in cui abbia perso lo status di rifugiato. A dichiaralo è la Corte di giustizia dell’Unione europea, in una sentenza pubblica che fa riferimento al diritto europeo e alla Convenzione di Ginevra sui diritti umani.

S&D

> Salvini: “Sono l’avversario di chi vuole i porti aperti”

Le direttive – La Corte Ue fissa così del punti fermi sul tema rimpatri. Lo status di rifugiato è regolato da una direttiva del 2011, ma la scelta di rimpatrio, secondo la Corte, prescindere da questo regolamento.

Più precisamente, la revoca dello status di rifugiato (che spesso avviene per mancanza dei documenti richiesti o per tempistiche burocratiche che si allungano) non fa correre il rischio di rimpatrio per la persona in questione.

Il commento di Salvini – Il ministro dell’Interno e leader del Carroccio, Matteo Salvini, non ha aspettato per commentare la decisione della Corte Ue: “Ecco perchè è importante cambiare questa Europa, con il voto alla Lega del 26 maggio. Comunque io non cambio idea e non cambio la legge: i ‘richiedenti asilo’ che violentano, rubano e spacciano, tornano tutti a casa loro. E nel Decreto Sicurezza Bis norme ancora più severe contro scafisti e trafficanti”, ha affermato Salvini.

I casi – La Corte con sede in Lussemburgo si è soffermata su questa particolare condizione dopo il caso di due cittadini, uno ivoriano e uno congolese, che si sono visti revocare lo status di rifugiato o negare il riconoscimento in Belgio e Repubblica Ceca, perché considerati una minaccia alla sicurezza o condannati per un reato particolarmente grave per la comunità dello Stato membro ospitante.

Secondo i giudici, le disposizioni in materia di rifugiati sono valide, ma la decisione di revocare o rifiutare il riconoscimento dello status di rifugiato non privano le persone dei diritti della Convenzione di Ginevra. Ecco perché il rimpatrio viene vietato.

> Migranti: la Germania accelera i rimpatri per l’Italia, ma il Viminale smentisce
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Milano, colpisce un componente della Brigata ebraica durante le celebrazioni del 25 aprile: arrestato un egiziano
Cronaca / “Ricavi crollati”: Chiara Ferragni ha bisogno di 6 milioni di euro
Cronaca / Milano, 18enne ucciso per strada a colpi di pistola
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Milano, colpisce un componente della Brigata ebraica durante le celebrazioni del 25 aprile: arrestato un egiziano
Cronaca / “Ricavi crollati”: Chiara Ferragni ha bisogno di 6 milioni di euro
Cronaca / Milano, 18enne ucciso per strada a colpi di pistola
Cronaca / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Cronaca / 25 aprile 2024: supermercati e negozi aperti o chiusi in Italia per la Festa della Liberazione. Info e orari
Cronaca / Perché la Festa della Liberazione si celebra il 25 aprile? Il motivo
Cronaca / Venezia: dal campanile di San Marco cadono alcuni pezzi di cemento armato
Cronaca / Femminicidi, Amnesty: "97 donne uccise, 64 da partner o ex"
Cronaca / Pandoro Ferragni-Balocco, per il giudice ci fu una “pratica commerciale scorretta”
Cronaca / Piero Fassino denunciato per furto a Fiumicino: “Ma io volevo pagare”