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Il nuovo murale di Jorit dà un volto al migrante morto con la pagella in tasca

Immagine di copertina
Jorit, murale sul migrante morto con la pagella in tasca

La storia del bambino migrante morto nel Mediterraneo con la pagella cucita in tasca è stata raccontata per la prima volta lo scorso gennaio da Cristina Cattaneo nel suo libro Naufraghi senza volto. Oggi, grazie allo street artist Jorit Agoch, quel ragazzo di 14 anni venuto dal Mali un volto ce l’ha, e anche un nome.

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Jorit ha realizzato un maxi murale su un palazzo di quattro piani a Palma Campania, tra viale Giacomo D’Antonio e via Circumvallazione. Chiamato dal sindaco della città Aniello Donnarumma che gli aveva commissionato un’opera, Jorit è stato lasciato libero di scegliere su quale tema concentrarsi.

La scelta è così ricaduta su quel ragazzo, di cui non sappiamo nulla se non il paese di provenienza, ma di cui possiamo immaginare i sogni e le speranze, racchiusi in quella pagella che teneva come un documento di viaggio, il suo unico “passaporto” per dimostrare di essere degno di accoglienza.

Lo street artist ha così deciso di chiamarlo “Kukaa”, che, come spiega a Repubblica, in swahili significa “restare”. Jorit ha affermato di avere scelto questo nome “per rivendicare il diritto di tutti a restare nella propria terra senza essere sfruttati da altri popoli, il diritto di contribuire allo sviluppo del proprio Paese senza essere schiavi”. Kukaa rappresenta così tutti i bambini migranti.

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Jorit rivendica per i nativi africani una vita dignitosa. Come simbolo di questa speranza, nel murale è presente anche il volto di Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso assassinato nel 1987. Ricordato come il “Che Guevara africano”, Sankara si è distinto per le riforme sociali e la lotta contro imperialismo e neocolonialismo.

“Volevo lanciare un messaggio che facesse riflettere” spiega Jorit a Repubblica. “Sankara è una figura rivoluzionaria, ha cercato di risolvere il problema dell’emigrazioni migliorando le condizioni del suo popolo, ribadiva l’importanza delle radici e della creazione di un modello di sviluppo contro lo sfruttamento. Ha cercato di dare risposte mettendo in pratica gli ideali di umanità e uguaglianza”.

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