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Ex ad Ama: “Licenziato da Raggi perché non ho truccato i conti”. La Lega: “Sindaca si dimetta”

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Credit: Andrea Ronchini/NurPhoto

I problemi legati alla raccolta dei rifiuti a Roma continuano a sconvolgere la politica e la vita della Capitale, come dimostra l’ultima inchiesta de L’Espresso.

Il giornale ha infatti rivelato che oltre al dirigenti del Comune e al direttore generale del Campidoglio, Franco Giampaoletti, sono stati iscritti nel registro degli indagati anche l’ex presidente e ad di Ama, Lorenzo Bagnacani, licenziato dalla Raggi a febbraio, e che di recente ha spedito ai pm un nuovo esposto accusando la prima cittadina.

Secondo quanto scritto da Bagnacani ai pm, la Raggi avrebbe esercitato “pressioni” indebite su di lui e sul cda all’Azienda che si occupa della gestione dei rifiuti per “determinare la chiusura del bilancio dell’Ama in passivo, mediante lo storno dei crediti per i servizi cimiteriali”.

L’accusa quindi è che la sindaca abbia spinto il manager ad eliminare alcune voci dall’attivo dell’azienda per portare i conti di Ama in rosso.

L’Espresso ha anche ascoltato alcune registrazioni e messaggi Telegram e WhatsApp tra Bagnacani e la sindaca depositate dell’ad e da cui si evince che la Raggi ha anche promesso all’ad un prestito in favore di Ama dal valore di 205 milioni di euro.

Bagnacani però si è rifiutato fino all’ultimo di assecondare le richieste della sindaca e a febbraio il manager e i membri del cda sono stati licenziati per “giusta causa”.

Le reazioni della Lega – Con il montare della notizia è arrivato anche il commento della Lega, dopo che da giorni va avanti un botta e riposta tra la sindaca di Roma e il leader Matteo Salvini proprio sul tema della raccolta rifiuti nella Capitale.

“Abbiamo appreso con sconcerto le ultime cronache relative all’amministrazione comunale di Roma e alla gestione di Ama. Notizie inquietanti che non possono lasciarci indifferenti”, ha commentato capogruppo Lega al Senato,Massimiliano Romeo, e Riccardo Molinari, capogruppo Lega alla Camera.

“Se quanto riportato dalle intercettazioni corrispondesse a verità, si tratterebbe di un fatto di gravità inaudita. Per rispetto delle regole interne del Movimento cui appartiene, sarebbe opportuno per il sindaco Raggi farsi da parte e presentare subito le dimissioni”.

Un concetto che è stato ribadito anche dal ministro delle Politiche agricole Centinaio, che si aspetta “un gesto concreto”.

Il commento dei 5 Stelle – “Goffa ripicca la richiesta leghista di dimissioni del sindaco Raggi. Goffa perché parte in un momento in cui peraltro non c’è nessuna notizia di indagini in corso, mentre sull’indagine nei confronti di Siri sembra esserci la mafia di mezzo. Non scherziamo”, fanno sapere da fonti del Movimento.