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Greta Thunberg, chi è la 16enne svedese con la sindrome di Asperger che lotta per il clima

La giovane attivista ha dato vita a un movimento globale contro il cambiamento climatico, che il 15 marzo scende in piazza in 95 paesi del mondo

Immagine di copertina
Greta Thunberg durante una manifestazione del 1 marzo 2019 ad Amburgo, in Germania. Credit: Daniel Bockwoldt/dpa

La lotta contro il cambiamento climatico che ha infiammato gli studenti di tutto il mondo ha una giovanissima madrina: la 16enne svedese Greta Thunberg.

È stata lei ad avviare per prima lo sciopero che ha spinto i giovani a scendere in piazza venerdì 15 marzo per chiedere ai loro governi di agire contro il cambiamento climatico e salvare il pianeta – e il loro futuro.

Ma come ha potuto una ragazza così giovane trascinare nella sua battaglia migliaia di persone – studenti e non – in 95 paesi di tutti i continenti? Ecco la sua storia:

Greta Thunberg: chi è la giovane attivista con la sindrome di Asperger

Greta Thunberg è nata a Stoccolma, in Svezia, il 3 gennaio 2003. È figlia della cantante d’opera Malena Ernman e dell’attore Svante Thunberg.

Quando aveva 11 anni, a Greta è stata diagnosticata la sindrome di Asperger, che fa parte dello spettro autistico e che talvolta non viene diagnosticata fino all’età adulta, soprattutto nelle donne (come TPI ha documentato raccogliendo questa testimonianza).

È stata Greta stessa a parlare della sua malattia, in un Ted Talk del 2018, durante il quale ha dichiarato:

A 11 anni mi sono ammalata. Ho smesso di parlare e di mangiare. In due mesi ho perso 10 chili. Più tardi mi è stata diagnosticata la sindrome di Asperger e un mutismo selettivo. In pratica parlo solo quando ritengo sia necessario. Questo è uno di quei momenti.

Per quelli che come me sono aldilà dello spettro (autistico) quasi tutto è bianco o nero. Credo che sotto molti aspetti gli autistici siano normali mentre il resto delle persone molto strane. Come quando affermano che il cambiamento climatico è una minaccia seria e poi continuano a comportarsi come sempre.

Greta Thunberg: dal primo sciopero per il clima ai Fridays for future

La Svezia e il mondo hanno imparato a conoscere di che pasta fosse fatta questa adolescente il 20 agosto 2018, quando Greta Thunberg ha deciso di scioperare per la prima volta per il cambiamento climatico dinanzi al parlamento svedese.

Nel corso dell’estate, la Svezia era stata colpita da un’eccezionale ondata di calore e incendi boschivi. La 15enne chiede che il governo metta in atto gli obblighi dell’accordo di Parigi sul clima, riducendo le emissioni di carbonio.

Dal momento che non può votare per le imminenti elezioni, decide di rimanere seduta dinanzi il parlamento per tutto l’orario scolastico, con lo slogan “sciopero della scuola per il clima”.

Dopo le elezioni del 9 settembre, Greta continua a scioperare ogni venerdì e a promuovere la sua iniziativa sui social, dove usa gli hashtag #Klimatstrejka, #ClimateStrike e #FridaysforFuture. Quest’ultimo è il nome del movimento studentesco che ha creato.

Oltre alle manifestazioni pubbliche, Greta ha cambiato il proprio stile di vita e ha convinto i propri familiari a fare lo stesso: la giovane studentessa non prende più l’aereo per inquinare meno, non mangia carne e latticini, e ha insistito affinché i genitori facessero lo stesso.

In una recente intervista, Greta ha dichiarato di aver parlato con i suoi genitori della sua intenzione di avviare uno sciopero, rivelando che loro non erano d’accordo.

“Sei sicura sia una buona idea? Non c’è altro modo per far sentire la tua voce?”, le avevano chiesto i genitori.

Di fronte alla determinazione della ragazza, il padre e la madre di Greta le hanno detto che non le avrebbero dato il loro sostegno e che – se questa era la sua scelta – avrebbe dovuto portarla avanti da sola.

“Loro erano genitori e non potevano sostenere una cosa simile”, ha spiegato Greta nell’intervista.”Il ruolo di un genitore è di assicurarsi che il proprio figlio vada a scuola. Ovviamente non possono incoraggiare il fatto che salti la scuola”.

Dagli scioperi del venerdì alla manifestazione globale per il clima del 15 marzo

Gli scioperi del venerdì di Greta hanno presto attirato l’attenzione anche all’estero e manifestazioni simili sono state organizzate in Germania, Finlandia, Danimarca, Australia e in altri paesi.

A dicembre 2018 la studentessa svedese è intervenuta alla Conferenza mondiale sul clima (COP24), il vertice Onu sui cambiamenti climatici tenutosi a Katowice, in Polonia.

Il suo discorso sul cambiamento climatico è diventato virale ed è stato ascoltato in tutto il mondo. “Dite di amare i tuoi figli sopra ogni altra cosa, eppure state rubando il loro futuro davanti ai loro stessi occhi”, ha detto Greta in quell’occasione.

La giovane attivista ha tenuto un discorso anche a Davos, per il Forum mondiale dell’Economia, dove è arrivata in treno dopo un viaggio di oltre 30 ore e ha dormito in una tenda montata accanto all’albergo Schatzalp.

“La nostra casa è in fiamme. Con un incendio in atto nelle pareti che proteggono la vostra famiglia stareste lì fermi a guardare?”, ha detto in quell’occasione, scuotendo le coscienze dei leader mondiali.

Greta Thunberg riconoscimenti

A dicembre 2018, il Time ha inserito Greta Thuunberg tra i 25 teenager più influenti del 2018.

L’8 marzo 2019, l’attivista è stata nominata donna dell’anno in Svezia, proprio per le sue battaglie contro il cambiamento climatico.

Il New York Times, prestigioso quotidiano statunitense, a marzo 2019 le ha dedicato un editoriale in cui si legge: “Greta Thunberg è qualcuno a cui gli adulti dovrebbero dare ascolto. Anzi: devono darle ascolto”.