Me

La Lega, le riserve auree di Bankitalia e “l’oro degli italiani”

Il Pd all’attacco dopo l’intervista di Borghi a La Stampa e le parole di Salvini sulla Banca d’Italia: “Non è in prestito. È degli italiani”

Immagine di copertina

“L’oro della Banca d’Italia è degli italiani, non è in prestito. Poi, per quel che mi riguarda, resta lì”. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, tenta la strada della diplomazia per provare a non innescare un’ennesima questione dopo le polemiche scaturite dalla volontà di sostituire, in accordo con il Movimento 5 stelle, i vertici di Bankitalia e Consob.

Ma ormai la miccia è accesa. In un’intervista a La Stampa, Claudio Borghi, deputato della Lega e presidente della Commissione Bilancio alla Camera, avrebbe – secondo il Pd – svelato le carte dell’extrema ratio alle quale starebbero pensando le due forze di governo in caso di necessità di un intervento per scongiurare l’aumento dell’Iva contenuto nelle clausole di salvaguardia.

“In Italia ci sono leggi anche per regolamentare la vendita dei panini in salumeria, però manca una norma che dica chiaramente di chi sono le riserve auree” ha tuonato Borghi dalle colonne del quotidiano torinese.

Da qui la richiesta di un intervento legislativo per “ovviare all’anomalia dell’oro detenuto e gestito, ma non posseduto, dalla Banca d’Italia”. Ed è a tal fine che Borghi ha depositato, lo scorso novembre, una proposta di legge alla Camera.

“Attenzione, non c’è nessun assalto a via Nazionale” ha poi tenuto a precisare. “Nessuno vuole toccare le riserve auree” però “è aberrante che non abbiamo ancora un’interpretazione autentica. Cosa ci vuole a fare una legge per mettere nero su bianco” il fatto che “la proprietà dell’oro è dello Stato?”.

All’estero, ha spiegato ancora Borghi, “le riserve auree sono formalmente detenute dallo Stato” e “la situazione della Banca d’Italia è anomala” perché “in teoria le banche private potrebbe rivendicarne la proprietà”.

Il motivo? “Dal punto di vista formale gli azionisti di Bankitalia sono soggetti privati” e “anche se non nominano il governatore decidono loro chi entra nel Consiglio superiore dell’istituto”.

A precisa domanda – “è un tentativo del governo di mettere le mani sulle riserve auree?” – Borghi ribadisce: “Assolutamente no. Anzi, noi le riserve auree le vogliamo tutelare e un pensierino andrebbe fatto anche al luogo dove tutto questo oro è depositato” perché “la metà risulta conservato all’estero”.

Precisazioni inutili per non far detonare la polemica. A insorgere è – ovviamente – il Pd che con la vicepresidente vicaria del gruppo alla Camera, Alessia Rotta, attacca: “Le parole di Salvini finalmente chiariscono il disegno di Lega e M5s: prendersi le riserve auree di Bankitalia per sterilizzare l’aumento dell’Iva” ed “evitare una manovra correttiva”.

“Pur di non ammettere le loro evidenti responsabilità per la crisi economica che stiamo affrontando, i giallo verdi vogliono prendersi il malloppo. Dopo a chi toccherà? Prenderanno direttamente i soldi dalle tasche degli italiani? Le riserve auree sono una garanzia per il Paese e non possono essere utilizzate ad uso e consumo della maggioranza di turno. Di Maio e Salvini dicano chiaramente se vogliono svendere ‘l’oro della Patria’ per il loro misero tornaconto personale”.