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Tasse universitarie 2019, esenzioni e scadenze: tutto quello che c’è da sapere

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Tasse universitarie 2019 | Come e quanto pagare | Scadenze | Isee

TASSE UNIVERSITARIE 2019 – Per quanto riguarda le tasse universitarie, il 2019 non è foriero di particolari cambiamenti per quanto riguarda gli importi da pagare.

Anche per quest’anno è prevista la no tax area, cioè la soglia al di sotto della quale vige la completa esenzione per le tasse; essa, naturalmente, riguarda quegli studenti a basso reddito o comunque appartenenti a famiglie indigenti.

Qual è questa soglia? Già nel 2018, con l’entrata in vigore dello Student Act, è stata fissata a 13 mila euro, anche se alcune università – come la Sapienza – hanno alzato tale soglia a 14 mila euro.

Tasse universitarie 2019 | Come si determinano gli importi da pagare

Il pagamento delle tasse universitarie, obbligatorio per tutti gli iscritti ai vari corsi di laurea per ogni anno accademico frequentato, deve essere effettuato in base al calendario di scadenze fornito da ogni istituto.

Per quanto riguarda gli importi, anch’essi vengono fissati all’interno di precisi scaglioni e fasce di reddito e vengono determinati secondo criteri di equità e solidarietà e in base alle condizioni economiche degli studenti. Quindi, di fatto, il calcolo è effettuato sulla base dell’attestazione del reddito ISEE.

Proprio per tale ragione ogni matricola, come anche ogni studente iscritto agli anni accademici successivi al primo, è tenuto a presentare all’inizio dell’anno l’attestazione ISEEU (l’ISEE relativo all’università) o l’autocertificazione al fine di stabilire la sua capacità contributiva e, quindi, l’importo spettante relativo alle tasse.

Nel caso di mancata presentazione di questo modello, l’università attribuisce automaticamente la fascia di tassazione più alta; chi quindi non è interessato a richiedere agevolazioni – o è consapevole che sulla base del proprio reddito gli verrà comunque applicato lo scaglione di tassazione più alto – non è tenuto a presentare questo documento.

Come già anticipato anche per l’anno accademico 2018-2019, comunque, è prevista una no tax area, cioè una soglia di totale esenzione dal pagamento delle tasse universitarie secondo quando disposto dallo Student Act, il pacchetto di misure ed agevolazioni per scuola ed università contenuto nella legge di Bilancio 2018. I nuclei familiari con un reddito Isee fra i 12 mila e i 15 mila euro, quindi, vengono esclusi dal pagamento di questo onere.

Tasse universitarie 2019 | Le scadenze

Per quanto riguarda le scadenze delle tasse universitarie queste possono variare da istituto a istituto ma, tendenzialmente, cadono tutte su per giù nello stesso periodo. Inoltre c’è una differenziazione in base alla condizione particolare dello studente, relativa cioè al fatto se si tratta della prima iscrizione – quindi di una immatricolazione – o di una successiva.

A livello generale, quindi, la scadenza per la prima rata delle tasse è fissata tra la fine di settembre e la metà di novembre, mentre per la seconda tra la fine di dicembre e la metà di marzo. La scadenza della terza rata delle tasse, invece, prevista solo da alcune università, cade di solito nel corso del mese di aprile.

Ma cosa succede se la rata non viene saldata entro la scadenza prevista? Il mancato pagamento comporta l’applicazione di una mora sulla rata, una soprattassa che varia a seconda dell’ateneo ma che è generalmente fissata a 30 euro se il ritardo è fino a 15 giorni. Dal 16° giorno di ritardo, invece, l’importo della mora sale da 70 a 100 euro.

Tasse universitarie 2019 | La Sapienza (Roma)

Anche per quanto riguarda la prima università di Roma, La Sapienza, gli importi relativi alle tasse sono differenti e variano sulla base del corso di laurea specifico e del valore Isee universitario dello studente (in alternativa si può sempre scegliere l’opzione “non dichiaro” e, a quel punto, verrà applicata la fascia di tassazione più alta).

Per calcolare l’esatto importo sulla base della propria situazione reddituale, la Sapienza ha predisposto un calcolatore automatico: al fine di utilizzarlo e scoprire a quanto ammontano i propri bollettini è sufficiente inserire il codice del corso universitario e il valore riportato sull’attestazione Isee.

Molto importante è sapere che, oltre quello della normale prima rata, gli iscritti a la Sapienza devono procedere al versamento anche della tassa regionale prevista per l’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari (Laziodisu). Il Consiglio di amministrazione di questo ateneo, per altro, ha definito gli importi della prima e della seconda rata tramite un criterio percentuale: con la prima viene pagato il 65 per cento del totale annuo delle tasse mentre con la seconda il rimanente 35 per cento. (QUI TUTTI I DETTAGLI)