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Migranti, l’Onu condanna l’Italia: “Diffama e criminalizza le Ong”

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani contro le politiche di accoglienza del governo

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Credits: Andreas SOLARO / AFP

Il governo italiano di nuovo nel mirino dell’Alto Commissariato Onu per i diritti umani. Stavolta, a poche ore dal nuovo caso Aquarius, con il sequestro della nave per lo smaltimento dei rifiuti, l’accusa è quella di aver portato avanti “continue campagne diffamatorie contro le organizzazioni della società civile impegnate in operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo, così come la criminalizzazione del lavoro dei difensori dei diritti dei migranti”.

Di fatto per l’Alto Commissariato il governo italiano, con le sue politiche di accoglienza, ha reso “quasi impossibile” per le navi delle Organizzazioni non governative salvare i migranti in mare. La denuncia è stata recapitata direttamente al governo e ora dall’Onu “attendono un risposta”.

Nella relazione inviata a Roma da Ginevra chiedono il rispetto dei valori sanciti tanto dalla Costituzione italiana che dagli impegni internazionali sottoscritti. “L’Italia ha proposto un inasprimento delle norme sull’immigrazione che avrà un grave impatto sulla vita dei migranti e sono di grave preoccupazione”.

Potrebbe sembrare una battuta, parlando di guerra alle navi delle Ong e di salvataggi in mare, ma l’Onu chiede esplicitamente un “cambio di rotta” all’esecutivo di Giuseppe Conte. Al centro di quella che, di fatto, è una vera e propria condanna c’è il decreto Salvini, che proprio venerdì 23 novembre 2018 sarà in discussione alla Camera.

Nel mirino soprattutto le novità sulle politiche di accoglienza: l’abolizione dello status di protezione umanitaria, l’esclusione dei richiedenti asilo dall’accesso ai centri di accoglienza incentrati sull’inclusione sociale e la durata prolungata della detenzione nei Cie che “minano fondamentalmente i principi internazionali dei diritti umani e condurranno certamente a violazioni di diritti umani internazionali”.

L’Alto Commissariato dell’Onu fa chiaro riferimento alle responsabilità del “nuovo governo italiano” che, da quando è entrato in carica, nel giugno 2018, ha attuato misure definite “anti-migranti” il cui apice è il Decreto Sicurezza che viaggia verso la sua approvazione “mentre in Italia c’è un clima di odio e discriminazione, sia nei confronti dei migranti e di altre minoranze, sia nei confronti della società civile e dei privati che difendono i diritti dei migranti”.

La condanna che arriva da Ginevra non dimentica neanche quanto accaduto nell’ultima campagna elettorale, con “alcuni politici” che “hanno alimentato discorsi che abbracciavano spudoratamente la retorica razzista e xenofoba anti-immigrati e anti-stranieri”.

Al centro di quelle che per l’Onu sono state, e continuano a essere, delle “campagne d’odio” soprattutto “le persone di origine africana e rom” che sono state “particolarmente colpite”.

Alcuni dati: “Durante e subito dopo la campagna elettorale, le organizzazioni della società civile hanno registrato 169 episodi di matrice razzista, 126 dei quali riguardano l’incitamento all’odio razziale, anche in manifestazioni pubbliche”. E “in 19 casi si sono registrati episodi di violenza”.

Da qui la “preoccupazione per le campagne diffamatorie e di criminalizzazione del lavoro dei difensori dei diritti dei migranti”.