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Solo chi ha smarrito il senso della realtà può porre Asia Argento sullo stesso piano di Harvey Weinstein

Il grande squallore della realtà ci dice che le donne vengono stuprate e che gli uomini stuprano. Che la vita di un ragazzo di 17 anni sia stata distrutta per un rapporto sessuale con una bellissima attrice di 37 anni, è quasi impossibile da immaginare. Il commento di Alessandro Orsini

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Asia Argento

Asia Argento. Proverò, non entusiasta, ad aggirarmi nel girone infernale. Il mio primo passo è una domanda: ma l’uomo e la donna sono uguali? Il modo migliore di procedere mi sembra quello di assumere una prospettiva realista che consiste nel prendere le distanze dai condizionamenti emotivi per volgere lo sguardo allo squallore del reale.

Alla base degli studi che sorreggono i miei libri, vi è l’idea che l’osservazione degli aspetti più squallidi della vita quotidiana (ma anche dei più ridicoli) fornisce un accesso privilegiato alla conoscenza dei rapporti sociali reali.

E siccome non esiste niente di più squallido della violenza fisica, è a questo grande squallore che rivolgo il mio sguardo. Orbene, il grande squallore della realtà ci dice che le donne vengono stuprate e che gli uomini stuprano.

Il che significa che, nel confronto fisico, con eccezioni talmente rare da non essere nemmeno enumerabili, le donne soccombono e gli uomini prevalgono. Ne consegue che gli uomini e le donne devono avere qualcosa di diverso, altrimenti non si spiegherebbe come mai è vero che gli uomini stuprano le donne da millenni, ma non è vero il contrario, nemmeno con riferimento agli stupri degli ultimi sette giorni.

Liberi da condizionamenti emotivi, possiamo dunque concordare che la donna è caratterizzata da una vulnerabilità creaturale che non rende possibile l’affermazione secondo cui nel mondo reale, che non è il mondo morale o legale, le donne sono uguali agli uomini.

Ossa, sangue e muscoli dicono che le donne e gli uomini sono diversi. Quell’atleta straordinaria che è Ronda Rousey, perdonate la mia ammirazione, conferma la regola. Se, infatti, Rounda Rousey fosse chiusa in una gabbia con il campione del mondo di MMA, ne uscirebbe disintegrata, al punto che la sua identità non sarebbe nemmeno più riconoscibile.

È proprio perché non sono uguali che gli uomini e le donne non competono insieme negli sport, essendo previste categorie separate.

L’affermazione secondo cui la donna è uguale all’uomo è vera davanti allo Stato, ma soltanto con riferimento a un numero limitato di paesi nell’epoca storica attuale.

Non è vera con riferimento a ciò che accade nelle relazioni elementari che scandiscono la vita quotidiana perché i carabinieri non sono in grado di insinuarsi in tutte le relazioni sociali e, di conseguenza, la donna, anche in occasione di uno stupido diverbio in pizzeria sull’ultimo derby Roma-Lazio, è sempre accompagnata dalla consapevolezza che l’uomo è nella condizione di fare ricorso alla sua “ultima risorsa” per chiudere il discorso.

Sul posto di lavoro, nei bar, per le strade, nelle discoteche, nei vicoli bui delle grandi città, gli uomini e le donne non sono uguali. Basta che “salti”, per un solo istante, la protezione dello Stato verso la donna, che questa realtà balza agli occhi facendo un salto dallo squallore della vita quotidiana.

Che la vita di un ragazzo di 17 anni sia stata distrutta a causa di un rapporto sessuale con una bellissima attrice di 37 anni, consumato peraltro in uno splendido albergo o in un appartamento di lusso, è quasi impossibile da immaginare.

Non conosco un solo diciassettenne che non sogni di essere l’amante di una bellissima attrice di 37 anni in un albergo di lusso (ma credo che qualunque altro luogo gli andrebbe bene).

Vorrei esprimere la mia solidarietà ad Asia Argento. Soltanto chi ha smarrito completamente il senso della realtà può pensare di porre Asia Argento sullo stesso piano di Harvey Weinstein.

La società dei diritti è una cosa meravigliosa, fino a quando non sfocia nel ridicolo.

Alessandro Orsini

Il commento è stato pubblicato sulla pagina Facebook dell’autore, e ripubblicato su TPI con il suo consenso

Alessandro Orsini è Professore Associato di Sociologia del terrorismo e Direttore dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della LUISS presso LUISS Guido Carli

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