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Intervista al Ministro Toninelli: “Non ho mai ordinato alla Guardia Costiera di non intervenire in mare, le Ong fanno disinformazione”
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Nave Aquarius, arrivata a Valencia domenica scorsa.

Intervista al Ministro Toninelli: “Non ho mai ordinato alla Guardia Costiera di non intervenire in mare, le Ong fanno disinformazione”

TPI.it ha intervistato il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Ecco cosa ci ha detto

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Nave Aquarius, arrivata a Valencia domenica scorsa.

ESCLUSIVO The Post Internazionale (TPI.it): “Non ho mai dato ordine alla Guardia Costiera di non intervenire in mare per soccorrere una nave delle Ong che opera nel Mediterraneo. Le Ong a volte tendono a diffondere notizie che non sono esattamente in linea con la realtà”.

Con queste parole il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli risponde a The Post Internazionale (TPI.it) in una intervista scritta inviataci tramite il suo capo ufficio stampa.

Il tutto a pochi minuti dalla notizia della chiusura dei porti italiani alla nave Ong Astral. Misura chiesta dal Viminale per “motivi di ordine pubblico”, recita la nota inviata da Toninelli.

Qui di seguito un estratto delle risposte scritte del ministro Toninelli, a cui hanno fatto seguito una serie di chiarimenti:

Domanda: È stato detto molto in questi giorni sulla questione flussi migratori e sul ruolo della Guardia Costiera italiana. Facciamo chiarezza. Se una nave è a ridosso delle acque libiche interviene la guardia costiera libica, se a ridosso di quelle italiane interviene quella italiana, è così?

Risposta: Abbiamo finalmente, da poco tempo, una Sar libica, ossia un’area di mare di ricerca e soccorso, e un Centro di coordinamento degli stessi soccorsi libico, entrambi riconosciuti. Peraltro a supporto della Sar di Tripoli ha lavorato la direzione generale della Commissione europea per la Migrazione e gli affari interni (DG HOME). E la Guardia Costiera italiana ha contribuito a disegnarne i confini. Dunque, anche in relazione alla Convenzione di Amburgo del 1979, ora tocca in prima battuta alla Libia intervenire con la propria Guardia Costiera nelle acque Sar di competenza.

Domanda: Ma quindi il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture (MIT) ha mai chiesto alla nostra guardia costiera di limitare la collaborazione e gli interventi di soccorso di navi Ong nel Mediterraneo?

Risposta: “Il Mit non ha mai dato indicazioni in tal senso alla Guardia Costiera. Le Ong a volte tendono a diffondere notizie che non sono esattamente in linea con la realtà”.

“La nostra Guardia Costiera, prendendo atto della modifica del quadro giuridico, ha naturalmente indirizzato i comandanti delle navi in difficoltà in acque libiche verso il Rcc libico. Sono messaggi cosiddetti ‘circolari’ di natura tecnico-operativa che non hanno nulla a che fare con l’eventuale cambio di indirizzo politico del governo”.

DomandaQuindi al di là del governo la guardia costiera italiana indica ai comandanti delle navi in difficoltà di comunicare e dirigersi verso acque libiche?

Risposta: “Se sono in difficoltà in acque libiche, non devono ‘dirigersi’ in acque libiche. Devono fare riferimento al RCC libico per essere soccorsi. E nel frattempo la nostra Guardia Costiera invia un messaggio anche alle altre imbarcazioni in transito, comunicando la posizione del vascello in difficoltà”.

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Domanda: Qual è il criterio che adotta il governo per decidere se far sbarcare o meno una nave carica di migranti?

Risposta: Innanzitutto, bisogna vedere dove avviene l’evento, ossia dove si verifica la situazione di emergenza, di pericolo immediato. E poi va considerato se l’operazione di soccorso è o meno coordinata da noi.

Domanda: È soddisfatto dell’accordo raggiunto oggi a Bruxelles?

Risposta: “Il governo Conte ha già cambiato tutto in meno di un mese. Sui migranti l’Italia è protagonista in Ue e nel Mediterraneo Malta collabora sulle navi delle Ong per la legalità. C’è già maggiore solidarietà e condivisione, ora ci aspettiamo risultati concreti. Noi salveremo sempre vite umane, ma bisogna che tutto accada nel segno della legalità e con il supporto corale della Ue”.

Domanda: Chi è il nostro miglior alleato in Europa oggi?

Risposta: Il nostro miglior alleato sono gli stessi cittadini che ci hanno dato un mandato forte per cambiare l’approccio a certi dossier in seno alla Ue. Per il resto, dialoghiamo con tutti nell’ottica di superare i contrapposti egoismi e di riguadagnare la solidarietà, la condivisione e il senso di comunità cui si ispirarono i padri della costruzione europea.

Domanda: Molte persone hanno votato Movimento Cinque Stelle perché lo vedevano come l’erede della sinistra tradizionale. Non ha paura che la posizione di chiusura verso i migranti allontani quella parte – forse minoritaria ma comunque importante – dell’elettorato del suo movimento?

Risposta: Abbiamo una base elettorale trasversale perché per noi prevale l’approccio concreto ai problemi. Essere post-ideologici non significa non avere ideali. Significa affrontare le questioni senza griglie pseudo-culturali precostituite. Noi abbiamo visto una cosiddetta sinistra che ha massacrato i diritti sociali e un cosiddetto centrodestra che ha caricato di tasse e burocrazia cittadini e imprese. E’ ovvio che la gente voti ormai in modo libero, lontano da certe grandi costruzioni di pensiero otto-novecentesche.

Domanda: Come ha trovato la situazione al ministero?

Risposta: È un dicastero molto grande, con tante competenze e prerogative su temi molto complessi. Ma che gode anche di professionalità altissime ed eccellenze irrinunciabili.

Domanda: Quale dossier la preoccupa di più?

Risposta: Non ci sono dossier che mi preoccupano, c’è in generale il peso e il senso di responsabilità per un mandato difficile che sto cercando di interpretare secondo una missione di fondo: liberare le energie del Paese e migliorare la qualità della vita dei cittadini, preservando le bellezze e l’ambiente della nostra Penisola.

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