Me
Cosa ha detto davvero Juncker sull’Italia e gli italiani
Condividi su:
juncker italia
Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker

Cosa ha detto davvero Juncker sull’Italia e gli italiani

"Gli italiani devono lavorare di più ed essere meno corrotti", è la frase attribuita al presidente della Commissione europea, che però ha espresso un concetto piuttosto diverso

01 Giu. 2018
juncker italia
Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker

Juncker Italia | Cosa ha detto veramente il presidente della Commissione europea sugli italiani

Nella serata di giovedì 31 maggio, proprio mentre Giuseppe Conte si recava al Quirinale per consegnare a Mattarella la lista dei ministri del suo governo, si è scatenata una feroce polemica per alcune dichiarazioni del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.

Il primo quotidiano a riprendere le parole di Juncker è stato il britannico The Guardian, che ha titolato così il suo articolo: “Juncker: Italians need to work harder and be less corrupt”, ovvero “Juncker: gli italiani devono lavorare di più ed essere meno corrotti”.

All’apparenza, si trattava quindi di un attacco durissimo al nostro paese, proveniente dalla massima carica all’interno delle istituzioni europee. Parole destinare a riaccendere lo scontro tra Bruxelles e la politica italiana, specie in un momento come questo, in cui al governo andranno forze politiche fortemente critiche nei confronti dell’Ue.

Poco dopo la pubblicazione dell’articolo del Guardian sono infatti arrivate reazioni sdegnate, e in alcuni casi furibonde, di esponenti politici che chiedevano al presidente della Commissione di chiarire immediatamente.

Qui il tweet di Antonio Tajani, presidente del parlamento europeo:

Le principali testate italiane hanno ripreso il titolo del Guardian, diffondendo così la sensazione che Juncker avesse effettivamente sferrato un attacco durissimo all’Italia e ai suoi cittadini, definiti nella sostanza corrotti e scansafatiche.

Tuttavia, se si analizzano più nel dettaglio le dichiarazioni del presidente della Commissione europea viene fuori che, per una volta, è stato proprio il Guardian a prendere una cantonata.

Queste sono state le vere parole di Juncker: “Italians have to take care of the poor regions of Italy. That means more work; less corruption; seriousness. We will help them as we always did. But don’t play this game of loading with responsibility the EU”.

La traduzione della frase in italiano è: “Gli italiani devono occuparsi delle regioni più povere dell’Italia: il che significa più occupazione, meno corruzione, e serietà. Li aiuteremo, come abbiamo sempre fatto, ma basta con questo giochino di scaricare le responsabilità sull’Europa”.

Juncker, nello specifico, stava rispondendo a una domanda in cui gli si chiedeva come pensava che l’Unione Europea potesse aiutare i giovani, specie nel sud Italia dove il lavoro è poco, e porsi così come alternativa alle promesse dei partiti populisti.

Il presidente della Commissione europea, nella sua risposta, è stato critico nei confronti della classe politica del nostro paese, che tende a scaricare le responsabilità sull’Ue, sollecitando maggiori interventi (sempre da parte dei politici) per creare più lavoro adottando un approccio serio ai problemi.

Anche il passaggio sulla corruzione era riferito alla lotta ai fenomeni corruttivi che deve portate avanti la politica. Nella sostanza, quindi, Juncker non se l’è mai presa con i cittadini italiani, non li ha mai definiti degli scansafatiche e dei corrotti, ma ha bacchettato la classe politica del nostro paese sollecitandola a fare di più per gli italiani senza cercare alibi nell’Europa.

Pochi giorni fa, si era scatenata una polemica simile per un tweet del commissario europeo al Bilancio Gunther Oettinger.

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus