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Il senatore della Lega contro la stregoneria a scuola

La vicenda riguarda un incontro organizzato per gli studenti di una scuola primaria in provincia di Brescia con un'esperta di intercultura dove, secondo una rivista di area cattolica, i bambini sarebbero stati obbligati a bere pozioni magiche, dipingersi simboli sulle braccia e invocare gli spiriti

Immagine di copertina
Una scena del film "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban / Collection Christophel © Warner Bros. / 1492 Pictures

Il 13 marzo 2018 il senatore Simone Pillon, eletto alle ultime elezioni politiche del 4 marzo tra le file della Lega, ha annunciato con un post pubblicato sul suo profilo Facebook di voler presentare un’interrogazione parlamentare sull’insegnamento della stregoneria a scuola.

La vicenda riguarda un incontro organizzato per gli studenti della scuola primaria di Mocasina, una frazione del comune di Calvagese della Riviera, in provincia di Brescia, con la scrittrice Ramona Parenzan, esperta di intercultura.

La rivista di area cattolica La Nuova Bussola Quotidiana ha scritto che durante questo incontro gli alunni sarebbero stati sottoposti a vere e proprie “lezioni di stregoneria”.

Secondo quanto riportato, i bambini sarebbero stati obbligati a “bere pozioni magiche” e a “dipingersi dei simboli sulle braccia” mentre venivano “invocati gli spiriti e regalati amuleti”.

L’articolo è stato subito ripreso dal neo eletto senatore, già fondatore del Family Day.

Pillon ha scritto sul proprio profilo Facebook: “Nelle scuole della mia Brescia, dopo il Gender, sono arrivati a imporre la stregoneria, ovviamente all’insaputa dei genitori. Vogliamo insegnare ai nostri bambini l’italiano, la matematica, l’arte, la musica e lasciar perdere queste porcherie? Appena insediato farò una interrogazione parlamentare su questa vergognosa vicenda, perché è la Costituzione a garantire il diritto dei genitori, e solo dei genitori, a educare i propri figli”.

Ecco il post pubblicato da Pillon il 13 marzo:

La dirigente scolastica dell’istituto, Sabina Stefano, ha dichiarato all’Espresso: “Non credevo esistesse ancora la stregoneria”.

La preside ha dichiarato che l’incontro con la scrittrice Parenzan faceva parte di un progetto interculturale promosso dalla biblioteca civica e finanziato dal Comune, deliberato dal consiglio d’istituto e presentato ai genitori.

“Si raccontano ‘Le Fiabe e racconti dal mondo’ dall’Afghanistan al Pakistan. L’obiettivo era la conoscenza di cultura altra rispetto quella occidentale, importante per il futuro dei bambini”, ha spiegato Stefano.

Per quanto riguarda gli amuleti, gli spiriti e i simboli dipinti sulle braccia, la dirigente ha detto che “il progetto prevedeva la drammatizzazione, l’interpretazione teatrale delle fiabe: un viaggio immaginario su una piroga, un piccolo libro sui cui scrivere la frase significativa di questo percorso, la consegna di una conchiglia. La signora si è vestita in costume tipico perché l’obbiettivo era la condivisione di una cultura altra”.

Ha smentito quindi l’indottrinamento dei bambini alla magia nera e alla stregoneria, annunciando azioni legali nei confronti di chi ha diffamato lei e la scuola.

Ma questo non è servito a placare il senatore Pillon, che il 14 marzo ha scritto un nuovo post sulla sua pagina Facebook, dove dice di non essere stupito dalle forzature della stampa, che lo ha accusato, a suo dire ingiustamente, di aver riaperto una fantomatica “caccia alle streghe”.

Anzi, Pillon scrive che ha intenzione di dare effettività alla sua interrogazione parlamentare per capire se “a Mocasina siano state rappresentate davanti a bambini delle elementari pratiche di fatto proprie del rituale occultista ed esoterico (che esiste eccome, purtroppo), senza informare precisamente i genitori degli alunni su ciò che sarebbe stato detto e fatto, e senza ottenere il loro preventivo consenso, nel rispetto dell’art. 30 della Costituzione e dell’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”.

Il senatore conclude il post scrivendo: “Nessuna ridicola ‘caccia alle streghe’, ma difesa assoluta del diritto di priorità educativa dei genitori. Sulla difesa di questo principio andrò avanti senza il minimo scrupolo o riguardo. Stampa e troll se ne faranno una ragione”.

Questo il post scritto da Pillon il 14 marzo:

Tremate, tremate, le strege son tornate.

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