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Un attivista per i diritti maschili ha eliminato le donne dall’ultimo Star Wars

La versione "defemminata" di Gli ultimi Jedi è stata prodotta per difendere i diritti degli uomini. Le reazioni del cast sono impagabili

Immagine di copertina

The Last Jedi: De-feminized Fanedit è il titolo della versione dell’ultimo film della saga di Star Wars (campione d’incassi del 2017) realizzata e diffusa all’inizio del 2018 da un attivista per i diritti maschili.

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Non si tratta di un comune fan film; ha infatti lo scopo di rispondere alla “grave erosione dei diritti degli uomini” lamentata dal movimento MRA (Men’s Rights Activism).

La critica ha accolto molto positivamente l’ultima fatica del regista Rian Johnson, che ha però ha diviso i fan in due fazioni inconciliabili: i nuovi appassionati contro quelli di vecchia data, a cui non è andata giù l’atmosfera “troppo disneyana”.

Tra questi c’è, a quanto pare, anche l’autore di questa prodezza sessista. Al file torrent che ha caricato su siti pirata ha allegato la dettagliata spiegazione di tutte le cose che ha voluto eliminare dal film.

Nella sua versione quindi niente latte verde, niente scene al casinò di Canto Bight, niente Yoda e meno Porg (gli animaletti cucciolosi che abitano l’isola su cui si ritira Luke Skywalker), ma soprattutto niente potere alle donne.

“Il film taglia la maggior parte delle scene che mostrano donne nel ruolo di soldati, piloti o ufficiali che comandano gente/hanno idee”, scrive l’autore sbandierando il taglio misogino della sua opera.

Un bel cambiamento considerando che l’intero film originale è imperniato su forti figure femminili, compresa tra l’altro la protagonista, Rey.

Dall’acquisizione del brand da parte del gruppo Disney, già altri avevano lamentato la presenza di protagonisti femminili nelle nuove pellicole di Star Wars, accusando il colosso cinematografico di voler rovinare la saga solo per avere qualche nuova aggiunta al suo vasto regno di principesse.

Un’accusa abbastanza infondata, considerando che entrambi gli spin off in programma si concentreranno su personaggi maschili (Han Solo prima, Obi Wan poi).

La saga inoltre ha sempre dato anche in passato un forte rilievo alle questioni di genere: la principessa Leia è subito diventata un’icona pop femminista proprio grazie alla sua forza ed indipendenza.

Ma il fan film non ha pietà per il personaggio di Carrie Fisher, il cui nome viene eliminato dai titoli a scorrimento di apertura. Qui Leia, che nella trama de Gli ultimi Jedi gioca un ruolo centrale, viene uccisa dal figlio nelle prime scene.

Anche se questo ha il piacevole effetto collaterale di eliminare una delle scene più imbarazzanti del film, il risultato certamente non rende giustizia al saluto che Johnson aveva deciso di dedicare a Carrie Fisher, scomparsa durante le riprese.

Rose Tico (o, come dice l’autore, “la tipa asiatica”) diventa un grazioso soprammobile con l’unica funzione di sorridere e reagire alle azioni di Finn.

La viceammiraglio Amilyn Holdo viene addirittura completamente eliminata, ed il suo sacrificio viene invece compiuto da Poe Dameron, maschio alfa della situazione, che da solo guida la ribellione senza venire mai contraddetto dalle donne di potere.

Gli sforzi maggiori sono però stati rivolti ad eliminare “i superpoteri” di Rey, per renderla “più graziosa e reale”. Le scene di addestramento vengono ridotte (“non picchia più Luke, ovviamente”) e i combattimenti adattati in modo che a spiccare sia invece la forza di Kylo Ren.

Anche i personaggi maschili infatti non sono esenti da modifiche, essendo necessario renderli “più virili”. Dunque Luke non può esprimere i suoi sentimenti conflittuali, e Kylo non ha alcuna connessione empatica con Rey.

Per via di tutti gli snodi fondamentali tagliati dalla trama quindi il film non ha senso né – come ammette l’autore stesso – coerenza.  “Ha dei problemi. Ma andava fatto”

A questa frase non c’è miglior risposta delle memorabili reazioni di cast e troupe di Star Wars 8. Eccole: