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Scontri tra polizia e manifestanti dopo l’arresto dell’ex presidente georgiano a Kiev

Mikheil Saakashvili è stato fermato dopo essere salito sul tetto dello stabile nel quale si trova la sua abitazione e aver minacciato di buttarsi giù. Nella mattinata il suo appartamento era stato perquisito dalle forze dell'ordine

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Credit: Vladimir Shtanko / Anadolu Agency

L’ex presidente della Georgia Mikheil Saakashvili è stato arrestato dopo un duro scontro con le forze dell’ordine ucraine, che nella mattinata del 5 dicembre hanno perquisito il suo appartamento in una zona centrale di Kiev.

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Come riferiscono “The Telegraph” “The Guardian”, Saakashvili è stato fermato dopo essere salito sul tetto dello stabile nel quale si trova la sua abitazione e aver minacciato di buttarsi giù, mentre urlava insulti contro l’attuale presidente ucraino Petro Poroshenko.

Dopo essere stato trascinato giù dal tetto dagli agenti delle forze di sicurezza, i sostenitori dell’ex presidente georgiano presenti in loco hanno bloccato la camionetta che stava per portare in commissariato Saakashvili, principale avversario politico di Poroshenko.

Alle azioni di intralcio dei sostenitori di Saakashvili hanno fatto seguito violenti scontri con la polizia, che ha usato anche gas lacrimogeni per allontanare la folla.

Gli sforzi degli agenti di polizia non sono però stati sufficienti per fermare i manifestanti, che sono infine riusciti a liberare Saakashvili dal furgoncino.

Ancora nessuna chiarezza sulle accuse mosse nei confronti di Mikheil Saakashvili. Secondo i suoi avvocati, potrebbe essere stato accusato di vicinanza a gruppi criminali o di voler pianificare un colpo di stato.

Non è da escludere che Saakashvili possa essere rispedito in Georgia, dove è sotto inchiesta per crimini da lui definiti “una montatura politica.”

L’arresto di questa mattina rappresenta solo l’ultimo round dello scontro tra il presidente ucraino Petro Poroshenko e l’ex presidente georgiano, fino a pochi anni fa considerato la speranza riformista della ex regione Urss.

Nel 2015 Saakashvili era stato nominato governatore dell’Oblast di Odessa dallo stesso Poroshenko, che confidava nelle sue capacità per dare uno slancio riformista alla regione.

Le tensioni tra i due si sono intensificate a fine 2016 con le dimissioni di Saakashvili, che aveva accusato il presidente ucraino di rallentare il processo di riforme e annunciato di voler dar vita a un proprio partito d’opposizione.

All’inizio di quest’anno Saakashvili era stato privato della cittadinanza ucraina, che gli era stata concessa per permettergli di candidarsi alla carica di governatore di Odessa, mentre si trovava fuori dal paese.

Nonostante questo, l’ex leader georgiano era riuscito a rientrare in Ucraina grazie all’intervento dei suoi supporter.