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Il Tinder per chi vuole fare a botte

Rumblr doveva essere un'app per chi ama fare a botte, ma si è rivelata solo una strategia di marketing per il lancio di un altro prodotto

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Se ultimamente sono molto popolari una serie di app per incontri che si basano sulla geolocalizzazione e il reciproco apprezzamento come Tinder, lo stesso modello è stato applicato anche alle persone che amano fare a botte.

Il nome di questa app è Rumblr, e deve il suo nome al termine inglese rumble, che significa rissa. Il servizio si descrive come rivolto a “combattenti ricreativi che hanno voglia di trovare, incontrare e battersi altri amanti della rissa nei loro dintorni”.

L’app non è rivolta solo a chi ha voglia di prendersi a pugni con qualcun altro, ma anche a chi semplicemente vuole assistere all’incontro nei panni del pubblico.

Rumblr si basa su una geolocalizzazione che permette di scoprire chi sono gli altri amanti della rissa nei dintorni, dei quali sono disponibili anche le statistiche: quanto pesano, quanto sono alti e qual è la loro esperienza nel combattimento.

L’app doveva essere lanciata questa settimana, e stava già facendo discutere per il suo controverso e violento tema, quando i loro creatori hanno reso noto che si trattava di una strategia di marketing che aveva l’obiettivo di lanciare il loro nuovo business, un’agenzia pubblicitaria, e la app, quindi, non sarebbe mai esistita.