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La protesta della minigonna

Alcune decine di donne sono scese in piazza a Tunisi, indossando una minigonna per protestare contro la repressione dei diritti delle donne

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Alcune decine di donne sono scese in piazza a Tunisi, capitale tunisina, indossando una minigonna, per protestare contro la repressione dei diritti delle donne nei settori più estremisti del mondo islamico.

La manifestazione è stata promossa dall’Alleanza per la difesa del secolarismo e della libertà in Tunisia, in risposta a una campagna diffusasi sui social media algerini, in cui si raccomandava agli uomini di non lasciare che le donne mostrassero parti del loro corpo in pubblico.

La protesta, organizzata il 6 giugno, aveva raccolto notevole supporto online, ma solo poche decine di donne si sono presentate all’evento. Secondo Rachid Ben Othman, il leader dell’associazione promotrice della protesta, la scarsa partecipazione è dovuta alla paura delle donne delle proprie famiglie e dei movimenti islamisti.

“È triste che stiamo facendo dei passi indietro”, dice Lilia Kammoun, un’insegnante che ha partecipato alla protesta, all’agenzia giornalistica Associated Press. “Mia madre indossava una mini gonna, anche io la usavo, mentre mia figlia ha paura di indossarla”.

Non tutti hanno apprezzato la scelta delle manifestanti: “Hanno la libertà di indossare quello che vogliono, quindi non so perché siano qui. Vogliono far fare dimenticare alla gente che qui ci sono altri problemi”.

Un gruppo di donne riunite nel marciapiede opposto ha invece cercato di interromperle urlando slogan e dicendo loro di vestirsi con decenza.

Un’altra protesta in minigonna era stata organizzata in Turchia lo scorso febbraio, in seguito allo stupro di una ragazza turca su un autobus. Anche gli uomini avevano deciso di sfilare o postare foto online indossando una minigonna, in segno di solidarietà con le donne e per protestare contro l’idea che i vestiti succinti siano un invito implicito a essere molestate.