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Tsipras chiede i danni alla Germania

Eppure l'Italia si genuflette invece di fare fronte alla cosiddetta irresponsabilità dello stato tedesco. Perché, esattamente?

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Alexis Tsipras si mise a ridere quando al Teatro Valle di Roma gli chiesi se avesse intenzione di fare come l’attrice e cantante greca Melina Mercouri a suo tempo, quando contribuì al restauro e al recupero dei Fregi del Partenone rimossi dall’Acropoli ateniese, divenuti parte integrante del British Museum di Londra.

E cioè chiedere anche lui alla Germania e a Berlino di restituire se non l’altare di Pergamo almeno le royalties che quel museo, il Pergamon Museum, produce col suo milione di visitatori all’anno.

Ora ci deve aver ripensato, se almeno si è deciso a chiedere con insistenza i danni di guerra alla Germania.

Diverse sentenze hanno assicurato in passato la “irresponsabilità” della Germania di oggi rispetto a ciò che la Germania dell’altro ieri ha fatto al mondo.

Così i giudici europei hanno messo in salvo Merkel e dintorni dalle noiose questioni di ripagare un po’ di torti fatti (stragi, morti, efferatezze varie).

Dunque ora Tsipras insiste e ricorda alla cancelliera che c’è un conto da pagare. È un conto che riguarda solo la Grecia? Non credo proprio. Il 24 marzo a Roma si ritrova un po’ di quel tanto dolore prodotto, quello alle Fosse Ardeatine.

Ci sarà anche il sindaco del piccolo paese delle Apuane, Sant’Anna di Stazzema, che con i suoi 500 e passa morti supera anche le Fosse Ardeatine.

Chiediamo a loro, al sindaco del paesino delle Apuane, ai familiari delle vittime se la Germania debba pagare oppure no. Oggi alle Ardeatine ci sono molti vertici istituzionali. Farebbero bene a farci un pensiero sopra.