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Il mondo questa settimana

Uno sguardo agli eventi più importanti degli ultimi sette giorni

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Matteo Renzi ha affrontato i suoi primi giorni da Segretario del Partito Democratico italiano, dopo aver guadagnato il 68 per cento dei voti alle primarie [Leggi gli articoli qui e qui]. Intanto, parte dell’Italia è bloccata dal “Movimento dei forconi”, che con la sua protesta ha suscitato l’attenzione della stampa estera [Leggi l’articolo].

L’attore inglese Ian McKellen, celebre per aver interpretato – tra gli altri – il personaggio di Gandalf nel Signore degli Anelli, ha rivelato di aver ricevuto dal ministero degli Esteri britannico la raccomandazione di non recarsi in Russia, a causa della sua omosessualità dichiarata [Leggi l’articolo]. Intanto, in Russia, il Cremlino ha annunciato la chiusura dell’agenzia di stampa Ria Novosti. Al suo posto verrà istituito un altro ente, che si chiamerà probabilmente Russia Today e si occuperà dell’immagine del Paese all’estero [Leggi l’articolo].

Il quotidiano inglese Guardian ha diffuso la notizia che i servizi segreti americani e inglesi avrebbero spiato le attività di utenti di videogames online come World of Warcraft, temendo che le reti terroristiche o criminali potessero comunicare segretamente tramite i videogiochi [Leggi l’articolo]. Nel frattempo, i lettori del Guardian hanno proclamato Edward Snowden – la talpa del Datagate – “uomo dell’anno”, per aver svelato la natura intrusiva delle attività di sorveglianza del governo americano e dei suoi alleati occidentali [Leggi l’articolo].

La General Motors ha eletto un nuovo amministratore delegato, Mary Barra, che diventa la prima donna a conquistare il vertice di una grande azienda automobilistica americana [Leggi l’articolo].

L’Uruguay è diventato il primo Paese a consentire consumo, coltivazione e vendita di marijuana [Leggi l’articolo].

In India, il partito del Congresso ha perso le elezioni per il rinnovo dell’assemblea di Nuova Delhi. La maggioranza dei voti è andata al partito “dell’uomo comune” [Leggi l’articolo]. Intanto, la Corte suprema del Paese ha ribaltato una storica sentenza che depenalizzava gli atti omosessuali, rendendo nuovamente fuorilegge i rapporti tra gay [Leggi l’articolo e guarda la gallery].

La crisi politica innescata dalle proteste antigovernative in Thailandia ha costretto il primo ministro a sciogliere il Parlamento e a indire nuove elezioni [Leggi l’articolo].

Jang Song-thaek, zio dell’attuale leader nordcoreano Kim Jong Un e secondo uomo più potente del Paese, è stato arrestato, processato e giustiziato nel giro di pochi giorni con l’accusa di aver tentato di prendere il potere e di aver guidato l’economia nazionale “in una catrastofe incontrollabile”. [Leggi gli articoli qui e qui].

Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno bloccato l’invio di attrezzature e rifornimenti destinati all’opposizione siriana in seguito alla conquista delle basi dell’Esercito Siriano Libero da parte dei ribelli del Fronte Islamico [Leggi l’articolo].

A Radda, nel sud dello Yemen, almeno 13 persone sono rimaste uccise da un attacco aereo durante la celebrazione di un matrimonio. Secondo alcuni testimoni si sarebbe trattato da un drone [Leggi l’articolo].

Secondo l’ultimo rapporto dell’Unicef, un bambino su tre al di sotto dei cinque anni è privo del certificato di nascita, e per questo “invisibile” e più vulnerabile agli abusi. In totale si tratta di 230 milioni di bambini, nati per lo più nell’Africa subsahariana o nell’Asia meridionale [Leggi l’articolo]

Si è svolta a Johannesburg, in Sudafrica, la cerimonia di addio per il leader antiapartheid Nelson Mandela [Ripercorri il liveblogging dell’evento e guarda la vignetta]. Durante l’evento – a cui hanno partecipato leader di tutto il mondo – la comunità sordomuta ha fatto presente che l’interprete del linguaggio dei segni utilizzava gesti incoerenti privi di significato nel tradurre i discorsi pronunciati. L’uomo ha poi rivelato di essere affetto da schizofrenia [Leggi l’articolo e l’opinione].

Il Kenya ha festeggiato l’anniversario dei 50 anni di indipendenza dal Regno Unito [Leggi l’articolo e l’opinione]

Una corte di Mogadiscio, Somalia, ha condannato a una pena detentiva la vittima di un abuso sessuale e i due giornalisti che hanno raccontato la storia [Leggi l’articolo].