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La sfida dei Pirati tedeschi

La Piratenpartei propone l'introduzione del reddito di cittadinanza

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Come per le ultime elezioni italiane, anche in Germania il tema del reddito di cittadinanza entra nella campagna elettorale. Se in Italia è stato il Movimento5Stelle a proporlo, in Germania sono i Pirati ad averlo inserito nel loro programma elettorale. Tuttavia, Bernd Schlömer, il Presidente della Piratenpartei, non lascia spazio a interpretazioni: “Non abbiamo alcun contatto con il Movimento5Stelle, ma solo con i Pirati italiani. Il reddito di cittadinanza è una delle nostre proposte sin dal 2011”, dice in un incontro nella sede del partito a Berlino.

I Pirati hanno un programma di base fondato su quattro punti: difesa dei diritti civili, partecipazione politica, trasparenza e trasmissione del sapere (abolizione del diritto d’autore e formazione). Il reddito di cittadinanza (in tedesco: bedingungloses Grundeinkommen, reddito di cittadinanza senza condizioni) rientra perfettamente in questa piattaforma.

Come ha ben spiegato Marina Weisband in un confronto riservato ad un ristretto gruppo di giornalisti “il reddito di cittadinanza presuppone una visione della società radicalmente nuova in cui il singolo cittadino trova un nuovo modo di vivere. È la risposta dei Pirati alla crescente insicurezza sociale (precarietàe salari bassi sono caratteristiche del mercato del lavoro in Germania) e alla diffusa ansia che ne deriva. È qualcosa che riguarda l’esistenza stessa del cittadino. Uno studio dell’AOK (un’assicurazione sanitaria tedesca) ha dimostrato come il rischio della perdita del lavoro porta molte persone a prendere sostanze che aumentano le prestazioni intellettuali e quindi ad un uso distorto dei medicinali.”

La stessa Weisband, in un recente video, ha spiegato il reddito di cittadinanza in modo molto efficace, utilizzando una matrioska. Il reddito di cittadinanza è la parte ineliminabile e irriducibile che si aggiunge ai diversi tipi di reddito. In questo modo si offre al cittadino garanzia e protezione dalle insicurezze e dalle paure della società odierna. “Il reddito di cittadinanza prima o poi diverrà realtà a livello globale. Invece di pensare al raggiungimento della piena occupazione possiamo iniziare a strutturare liberamente la nostra società” spiega Marina Weisband.

Rispetto al banale senso comune, i Pirati sono convinti che il reddito di cittadanza non sarebbe un incentivo a non lavorare, ma al contrario permetterebbe l’aumento della produttività e della creatività, in quanto liberebbe l’individuo dalla paura del futuro tipica del moderno mercato del lavoro caratterizzato da precarietà, salari bassi e disoccupazione alta.

Si tratta, tuttavia, di una proposta che pone invetabilmente la questione della sostenibilità economica e finanziaria. I Pirati hanno pensato anche a questo: Cornelia Otto, candidata per la Piratenpartei nella circoscrizione di Berlino, spiega in un incontro a Berlino nel quartier generale dei Pirati che “la graduale introduzione del reddito di cittadinanza presuppone un’altrettanto graduale rimodulazione ed in alcuni casi abbattimento di alcune prestazioni sociali.

Nella fase iniziale si dovrebbe prima di tutto introdurre il salario minimo. Successivamente verrebbe finanziato da una tassa sulle transazioni finanziarie e sulla base di una formula elaborata dagli stessi Pirati secondo il modello fiscale tedesco.

Consapevoli della complessità della proposta, i Pirati prevedono la costituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare che studi i vari modelli e le varie possibilità perché anche in Germania si possa introdurre questa misura sulla base delle caratteritische del sistema sociale tedesco. E in ogni caso, l’eventuale introduzione del reddito di cittadinanza dovrà essere approvato da un referendum popolare.

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