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Il mondo questa settimana
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Il mondo questa settimana

Uno sguardo agli eventi più importanti degli ultimi sette giorni.

28 Giu. 2013

L’ex premier italiano Silvio Berlusconi è stato condannato in primo grado a sette anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici nel processo “Rubygate”. I suoi legali hanno annunciato il ricorso in appello [Leggi gli articoli qui, qui e qui]. In seguito alle dimissioni di Petr Nečas per lo scandalo corruzione che ha travolto il suo staff, il presidente della Repubblica Ceca, Milos Zeman, ha nominato Jiri Rusnok a capo del governo ad interim. In Albania, il partito socialista ha sconfitto il partito democratico nelle elezioni generali. Il neopremier sarà Edi Rama. [Leggi l’articolo]

La Corte suprema americana ha stabilito che una sezione del Doma – Defense of Marriage Act – è incostituzionale, poichè non riconosce ai matrimoni omosessuali gli stessi diritti che spettano a quelli eterosessuali [Leggi l’articolo]. La Corte suprema ha anche eliminato una parte del Voting Rights Act, che prevedeva l’approvazione federale dei cambiamenti delle leggi elettorali dei singoli stati e tutelava il diritto di voto delle minoranze etniche. Il presidente Barack Obama ha lanciato un piano per la riduzione dell’emissione di gas serra. Nulla, nel piano, richiede l’approvazione del Congresso [Leggi il commento].  Il presidente ha iniziato giovedì il suo viaggio in Africa, che prevede tre tappe in tre diversi Stati. L’incontro con Nelson Mandela è a rischio, a causa delle pessime condizioni di salute del leader sudafricano [Leggi il commento]. Il Texas ha eseguito la 500esima condanna a morte dal 1982, anno in cui fu realizzata la prima esecuzione dalla reintroduzione della pena capitale negli Stati Uniti. Sempre in Texas, la senatrice democratica Wendy Davis ha tenuto un discorso di 13 ore consecutive, per impedire l’approvazione di una controversa legge sull’aborto. Il suo gesto è presto diventato trend topic su Twitter con l’hashtag #standwithwendy [Leggi il commento].  Il senato americano ha approvato una vasta riforma dell’ immigrazione, che include un percorso per l’ottenimento della cittadinanza rivolto a oltre 11 milioni di immigrati irregolari.

In Brasile, il governo ha promesso un pacchetto di riforme e l’aumento della spesa pubblica, nel tentativo di arginare la più grande protesta di piazza degli ultimi 20 anni. Le manifestazioni proseguono, interessando anche le zone dedicate alla Confederations Cup e non smettendo di essere rilanciate tramite i social network [Leggi il commento].

La “talpa del Datagate”, Edward Snowden, è volata da Hong Kong a Mosca. Secondo alcune fonti si troverebbe nella zona di transito dell’aereoporto di Sheremetyevo, in attesa della formalizzazione della sua richiesta di asilo in Ecuador, come suggerito dal “collega” Julian Assange, padre di WikiLeaks. [Leggi l’articolo]

In Australia, Kevin Rudd ha “spodestato” la collega di partito Julia Gillard dalla premiership, dopo un referendum interno al Labour Party che gli ha attribuito la maggioranza dei consensi. Rudd è già stato primo ministro fino al 2010.

Militanti talebani hanno attaccato le forze di sicurezza nei pressi del palazzo presidenziale di Karzai a Kabul, in Afghanistan, puntando al quartier generale della CIA. Ciononostante, Stati Uniti e Afghanistan hanno riconfermato l’intenzione di riaprire i colloqui di pace con i talebani.

Le autorità del Bangladesh hanno aspramente criticato la decisione di Washington di sospendere le agevolazioni commerciali nei confronti del Paese, a causa delle criticità sul tema della sicurezza sul lavoro. Intanto, diverse multinazionali e organizzazioni sindacali hanno firmato un accordo per migliorare le condizioni dei lavoratori [Leggi l’articolo].

I media di Stato cinesi hanno riportato che alcune gang armate di coltelli avrebbero attaccato una stazione di polizia e un palazzo del governo locale nella regione dello Xinjiang. L’episodio avrebbe causato almeno 27 vittime. Le ragioni non sono ancora state chiarite, ma nella zona sono frequenti gli scontri etnici tra uiguri e forze di sicurezza. La terribile inondazione che ha colpito il nord dell’India avrebbe causato oltre 1.000 vittime, mentre ancora continuano le ricerche di migliaia di dispersi. Il presidente dell’Indonesia, Bambang Yudhoyono, si è scusato con i vicini Malesia e Singapore per i danni causati dallo smog generato dall’incendio di Sumatra. Due agricoltori sono stati arrestati con l’accusa di averlo appiccato.

Aumenta la tensione in Egitto: si teme di una degenerazione violenta delle manifestazioni antigovernative in occasione del primo anniversario del governo Morsi, il 30 giugno. Il ministro della Difesa ha fatto capire che potrebbe intervenire l’esercito.

L’emiro del Qatar, Hamad bin Khalifa al-Thani, ha abdicato in favore del figlio 33enne Tamim, dopo quasi due decenni al potere.

 

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