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Il mondo questa settimana
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Il mondo questa settimana

Uno sguardo agli eventi più importanti degli ultimi sette giorni.

24 Mag. 2013

L’Inghilterra è in stato di shock per l’uccisione di un soldato da parte di due uomini che urlavano slogan islamisti. L’attacco è avvenuto a Woolwich, nel sudest di Londra, ed è stato registrato tramite smartphone per essere diffuso. I due assalitori sono stati feriti dai colpi di arma da fuoco della polizia e si trovano attualmente in ospedale.

Stoccolma è in fiamme da cinque notti, per le rivolte scoppiate nelle periferie povere della città. Gli scontri sono esplosi in seguito all’uccisione di un uomo da parte della polizia, ufficialmente per legittima difesa. Sotto accusa è anche il sistema di welfare svedese, vanto del Paese.

La presidente del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, è stata interrogata da una corte francese in merito al suo ruolo in un arbitraggio in favore di un controverso magnate, Bernard Tapie, durante il suo mandato di ministro delle Finanze. Sempre in Francia, la leader di estrema destra Marine Le Pen ha reso omaggio all’attivista antigay suicidatosi nella cattedrale di Notre Dame de Paris, definendo l’atto “eminentemente politico”. L’uomo aveva spiegato in un messaggio le ragioni del suo gesto. In Germania, la compagnia di software Sap ha dichiarato l’intenzione di assumere centinaia di persone autistiche, per il loro talento nelle tecnologie informatiche.

Negli Stati Uniti, un tornado ha colpito Oklahoma City e l’area circostante, causando 24 vittime. Secondo il sindaco della città, i danni ammonterebbero a 1,5 miliardi di euro: ci sono 13 mila case distrutte e 33 mila persone colpite dalla catastrofe. La commissione giudiziaria del Senato americano ha approvato un atto di vasta portata che riformerà il sistema di immigrazione americano. Il dibattito passa ora al Senato. Per la prima volta il governo americano ha confermato la morte di 4 cittadini americani durante attacchi effettuati nel 2009 mediante droni, in Yemen e Pakistan.

La Corte costituzionale del Guatemala ha annullato il recente verdetto di 80 anni di prigione per genocidio e crimini contro l’umanità emesso ai danni dell’ex dittatore José Efraín Ríos Montt. Si ricomincia dal 19 aprile, quando il generale fu lasciato senza un avvocato in occasione di una disputa su chi dovesse rappresentarlo. Nel frattempo un altro ex dittatore, l’argentino Jorge Rafael Videla, è morto mentre scontava l’ergastolo.

L’Eln, il secondo più grande gruppo guerrigliero della Colombia, ha ucciso dieci soldati e ferito altre cinque persone, in un sanguinoso attacco contro una pattuglia in una zona rurale al confine col Venezuela. Bogotà ha inviato 400 soldati per trovare i guerriglieri che hanno realizzato l’attacco.

La Corea del Nord ha inviato un emissario speciale a Beijing per dei colloqui col governo cinese, in seguito al raffreddamento dei rapporti tra i due Paesi per il terzo test missilistico coreano. Intanto, i sette membri dell’equipaggio di un peschereccio cinese sequestrati da nordcoreani non identificati sono stati rilasciati insieme alla loro barca. Non sarebbe stato pagato alcun riscatto.

In Birmania, sette musulmani sono stati incarcerati con l’accusa di aver preso parte agli scontri a sfondo religioso avvenuti a Meiktila nel mese di marzo, in cui sono morte almeno 43 persone. La maggior parte delle vittime è musulmana, ma nessun buddista è ancora stato condannato.

Il Parlamento giapponese ha approvato un trattato internazionale sulle procedure di restituzione dei bambini tenuti illegalmente in custodia dai genitori nel Paese. L’approvazione giunge dopo anni di pressioni occidentali sul tema, il Giappone è l’ultimo Paese del G8 a compiere questo passo.

Il segretario di Stato americano John Kerry visita il Medio Oriente nella speranza di concretizzare gli auspici delle Nazioni Unite per una conferenza di pace sulla Siria. Il regime siriano e i ribelli continuano a non trovare punti di contatto, anche a causa dell’apparente avanzamento sul campo delle truppe di Assad. Nel frattempo, non si placa l’ondata di violenza in Iraq: il 20 maggio, l’esplosione di un ordigno ha causato più di 70 morti, per lo più civili. Altre due bombe hanno ucciso almeno 15 persone nella città di Basra, lo stesso giorno, mentre 12 iraniani sono stati uccisi da un’ulteriore esplosione a nord di Baghdad. Gli attacchi seguono una serie di attentati nell’area sunnita del Paese, che il 17 maggio hanno ucciso almeno 76 persone.

Il Consiglio dei Guardiani iraniano ha posto il veto alla candidatura dell’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani e a quella di Esfandiar Mashaei, alleato del presidente uscente Ahmadinejad per le imminenti elezioni presidenziali. Entrambi hanno posizioni critiche rispetto al potere dell’ayatollah Ali Khamenei. Non è ancora certo se il veto verrà confermato.

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