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L’atleta del mese: il maratoneta

Ad aprile l'attentato di Boston e la reazione di Londra hanno riportato in auge la figura del maratoneta

Immagine di copertina

Malgrado tutti i weekend siano protagonisti silenziosi sulle strade delle più importanti città del mondo, i maratoneti, ad eccezione dei vincitori olimpici, riescono raramente a raggiungere una fama globale. Ad aprile, tuttavia, questa figura eroica è tornata prepotentemente in auge.

Le ragioni purtroppo sono legate a circostanze drammatiche; impossibile, infatti, dimenticare le immagini delle esplosioni che hanno colpito i corridori e gli spettatori sul rettilineo d’arrivo della più antica maratona annuale al mondo.

Eppure, forse perché ad uno sport ancestrale come la corsa non si può proprio rinunciare, il mondo sportivo e podistico, diventato per l’ennesima volta bersaglio di una spregevole tattica chiamata terrorismo, ha saputo reagire con forza, coraggio e orgoglio.

La maratona di Londra, che si è corsa la settimana successiva all’attentato, non ha affatto avuto il sapore amaro dello “show che deve continuare”. Tutt’altro. I maratoneti che hanno corso i 42,195 chilometri della City hanno voluto ricordare i morti e i feriti di Boston e, tagliando il traguardo, hanno finito per omaggiare anche tutti coloro che, per evidenti ragioni di sicurezza, una settimana prima, erano stati fermati a poche centinaia di metri dall’arrivo.

Il giovanissimo fenomeno Márquez, che ha conquistato il suo primo Gran Premio in MotoGP, e la “Locomotiva di Berna” Fabian Cancellara, trionfatore dopo il Fiandre anche della Roubaix, si devono quindi accontentare delle piazze d’onore, perché ad aprile il “popolo delle maratone” non si è limitato a raggiungere il traguardo ma ha saputo anche sconfiggere la paura.

2° Marc Márquez – Spagna, motociclismo

3° Fabian Cancellara – Svizzera, ciclismo