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Francesco I è un fenomeno Facebook

Il social media marketing è il primo miracolo del nuovo Papa, con una Pagina Facebook di oltre 40.000 like in poche ore

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I tempi cambiano e anche i Pontefici si adattano. Jorge Mario Bergoglio, in arte Papa Francesco I, deve ancora mostrare tutta la stoffa dell’uomo dei miracoli, per salvare la Chiesa dai suoi scandali. Dunque c’è tutto il tempo per mettere alla prova il nuovo vescovo di Roma. Ma almeno c’è già un positivo dato di fatto, che di questi temi conta moltissimo. Appena eletto, Francesco I ha già compiuto un grande miracolo di social media marketing: in poche ore la sua Pagina su Facebook aveva già mietuto oltre 40.000 likers. Senza pagare advertising, senza contest fotografici e senza foto di gatti. Miracolo!

Ovviamente anche un Pontefice “deve” avere una presenza sul principale social network mondiale: il proselitismo non si fa più sulle rive del Giordano, come faceva San Giovanni Battista; oggi si fa navigando in rete e predicando i vangeli in modo social e, altrettanto ovviamente, seo-friendly. Perchè Google e Facebook sono un pò come Pietro e Paolo: senza di loro non si va lontano. Sarebbe curioso taggare Dio per sentire il suo parere su questo Papa “social”. Magari @Dio farebbe pure un #FF in favore del suo nuovo vicario a Roma.

E’ una grande lezione per i web marketers: “You the Brand”, un brand personale, ecco cos’è subito diventato il nuovo capo di stato della Città del Vaticano. Dalla carica statale e dall’autorità teologica alla leadership comunicativa. Se Francesco I si avvicina pure a Twitter, allora è fatta. Non ci sarà Lazzaro capace di restare nella tomba dell’indifferenza. E’ un fattore dirompente; pura adrenalina comunicativa; il virus perfetto.

Manca solo, e parlo seriamente, una vera digital strategy per Francesco I: una strategie di acquisition & engagement su scala planetaria, per creare un “God brand” che metta insieme Apple, McDonald’s, i Beatles, gli Spaghetti e la Domenica Sportiva (ma esiste ancora?).

Bye bye antiche divisioni tra teologie progressite e teologie conservatrici; il nuovo theological divide è un digital divide, tra social cristiani e cristiani da “convertire”, cioè quelli che vanno trasformati da semplici lead in veri e propri customer, molto loyal e molto advocate. Ma basta poco. Seguite Francesco su Facebook. Benvenuti nell’era del divine marketing, il marketing onnipotente – like.it!