Cos’ha detto James Comey in Senato durante l’audizione sul Russiagate
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Cos’ha detto James Comey in Senato durante l’audizione sul Russiagate

L'audizione è durata due ore e ha confermato le accuse dell'ex direttore dell'Fbi al presidente Trump. Interrogato sul Russiagate, Comey si è rifiutato di rispondere

08 Giu. 2017  

Durante la sua attesa testimonianza davanti alla commissione del Senato degli Stati Uniti d’America che indaga sul Russiagate, James Comey, ex capo dell’Fbi, rimosso dall’incarico dal presidente Donald Trump il 9 maggio del 2017, ha dichiarato che il presidente ha sbagliato a denigrare l’agenzia governativa e la sua leadership.

“La Casa bianca ha semplicemente scelto di diffamare me e l’agenzia dicendo che l’organizzazione era nel caos” ha dichiarato l’ex capo dell’Fbi. “Non c’era alcuna ragione per licenziare il direttore” ha aggiunto.

Comey ha sostenuto che Trump gli avesse ripetutamente confermato che stava facendo un ottimo lavoro, per questo “le spiegazioni del mio licenziamento mi hanno confuso e preoccupato” ha dichiarato all’inizio della sua deposizione.

L’ex capo dell’Fbi ha rivelato la sua convinzione che la Russia abbia interferito con attacchi informatici nelle elezioni presidenziali americane del novembre 2016. “Centinaia, forse migliaia di istituzioni americane sono state prese di mira dagli hacker russi” ha detto Comey.

L’ex direttore ha affermato che l’Fbi è venuta a conoscenza dei cyber attacchi russi alla fine del 2015 e che l’amministrazione Obama cercò di fare di tutto per fermarli.

Per quanto riguarda l’accusa contro il presidente Trump di avergli ordinato di interrompere le indagini sull’ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, Comey ha dichiarato di non aver ricevuto un ordine esplicito da Trump ma di aver interpretato le sue parole come una direttiva, nel senso che il presidente “voleva che lasciassi cadere l’inchiesta”.

Comey ha affermato di aver detto al presidente di essere d’accordo sul fatto che Flynn fosse una brava persona ma “non sono d’accordo con quello che mi chiede di fare” ha aggiunto.

Quando la senatrice Collins ha chiesto a Comey se avesse mostrato una copia dei suoi memorandum dell’incontro con il presidente, l’ex capo dell’Fbi ha risposto positivamente.

“Dopo aver visto il tweet del presidente sulle registrazioni, mi sono svegliato nel cuore della notte e ho chiesto a un amico di condividere i contenuti del memo con un giornalista” ha dichiarato Comey. Quell’amico è Daniel Richman, un professore di diritto alla Columbia University.

L’ex direttore dell’Fbi si è anche detto favorevole alla pubblicazione di eventuali registrazioni dei suoi incontri con il presidente Trump. 

Interrogato poi sui risultati dell’inchiesta sul Russiagate, Comey si è rifiutato di rispondere e di fare rivelazioni su un’inchiesta ancora in corso durante un’udienza pubblica.