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Home » Esteri

Una bomba dell’Isis avrebbe abbattuto l’aereo nel Sinai

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Le investigazioni in corso suggeriscono che l'ordigno si trovasse a bordo del velivolo di linea russo che è precipitato il 31 ottobre

Secondo i rappresentati della sicurezza britannici e americani, l’aereo russo che è precitato nel deserto del Sinai sabato 31 ottobre 2015 sarebbe stato abbattuto da una bomba dell’Isis.

Alcune intercettazioni suggeriscono che il gruppo jihadista egiziano Ansar Beit al-Maqdis, affiliato all’Isis, che ha per due volte rivendicato l’attentato, avrebbe installato un ordigno esplosivo sull’aereo di linea russo A321, provocando la morte di tutti i suoi 224 passeggeri.

Non c’è ancora la conferma che questa ipotesi sia quella reale e le analisi forensi sulle scatole nere dell’aereo sono tuttora in corso.

“Abbiamo concluso che c’è una possibilità significativa che l’incidente sia stato causato da un ordigno esplosivo a bordo dell’aereo”, ha dichiarato il segretario di Stato per gli Affari esteri britannico Philip Hammond.

Una fonte egiziana vicina alla squadra che sta investigando sulle scatole nere ha confermato l’ipotesi: “Si crede che sia stata un’esplosione ma non è chiaro di che tipo”.

Il Regno Unito, l’Irlanda e i Paesi Bassi hanno annunciato il blocco di tutti i voli da e verso Sharm el-Sheikh e del sorvolo della penisola del Sinai, precisando che la decisione potrebbe essere permanente.

Il presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi, durante un’intervista alla Bbc, ha raccomandato di procedere con cautela con le illazioni riguardo alle cause dell’incidente e anche il governo russo ha avvertito i media di non diffondere la notizia della bomba come certa, perché le investigazioni sono ancora in corso. 

Nel giorno dell’incidente, il gruppo Ansar Beit al-Maqdis (o Provincia del Sinai) aveva rivendicato l’attentato definendolo una “risposta agli attacchi aerei russi che hanno ucciso centinaia di musulmani in terra siriana”.

Dopo che le autorità avevano espresso dubbi sulla rivendicazione del gruppo, Ansar Beit al-Maqdis aveva pubblicato un secondo audiomessaggio su Twitter mercoledì 4 novembre confermando di essere il responsabile dell’incidente.

“Riveleremo il meccanismo del suo abbattimento quando vogliamo e come vogliamo”, diceva il messaggio.

Uno degli ufficiali americani che hanno annunciato la notizia del probabile ordigno presente a bordo dell’aereo ha precisato che l’operazione sarebbe stata pianificata ed eseguita in autonomia da Ansar Beit al-Maqdis e non ordinata dall’Isis.

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