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Home » Esteri

Cento milioni di persone senza acqua e senza cibo a causa di El Niño

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Almeno un milione di bambini sarebbe a rischio malnutrizione nella sola Africa meridionale. Si tratta della stagione più secca degli ultimi 35 anni

El Niño sta causando una crisi alimentare mondiale che lascia quasi 100 milioni di persone tra Africa, Asia e America Latina senza acqua, senza cibo e vulnerabili alle malattie.

Le gravissime siccità e le inondazioni provocate da El Niño hanno distrutto i raccolti in decine di paesi. A diffondere questi dati sono le Nazioni Unite, preoccupate anche dalle altre conseguenze di El Niño tra cui ondate di calore, incendi boschivi e proliferazione di malattie come il virus Zika. 

El Niño è uno dei più forti eventi meteorologici mai registrati, che provoca gravi siccità e inondazioni. Ha iniziato a verificarsi nella seconda metà del 2015 e continuerà anche per tutto il 2016.

Di solito si manifesta ogni cinque anni, o in un periodo tra i tre e i sette anni e deriva da un riscaldamento naturale delle acque dell’Oceano Pacifico, nella parte centrale e orientale equatoriale dell’oceano Pacifico.

“El Niño avrà un effetto devastante sui raccolti dell’Africa meridionale e della sicurezza alimentare nel 2016. L’attuale stagione delle piogge è stata la più secca degli ultimi 35 anni”, hanno detto in una dichiarazione congiunta la Fao e il Famine Early Warning Systems Network. 

I nuovi dati diffusi dal World Food Programme dicono che 40 milioni di persone che vivono nelle zone rurali e 9 milioni che abitano nei centri urbani di paesi come Zimbabwe, Mozambico, Sudafrica, Zambia, Malawi e Swaziland, avranno bisogno di assistenza alimentare nel prossimo anno.

Inoltre, 10 milioni di persone solo in Etiopia sono rimaste senza cibo e 2,8 milioni di persone in Guatemala e Honduras hanno bisogno di assistenza. 

“I governi stanno rispondendo con tutte le risorse disponibili, ma questa è una situazione senza precedenti. La situazione è aggravata dall’aumento dei prezzi dei generi alimentari, costringendo le famiglie a saltare i pasti o svendere beni”, ha dichiarato Leila Gharagozloo-Pakkala, direttrice Unicef dell’Africa meridionale, secondo la quale almeno un milione di bambini sarebbe a rischio malnutrizione nella regione. 

Anche se dovesse cominciare a piovere oggi, il periodo per la semina dei cereali è già finito nell’Africa meridionale e si sta rapidamente chiudendo altrove. 

A causa del forte aumento dei prezzi sul mercato dei beni di prima necessità importati, sarà limitato ancora di più l’accesso al cibo per le popolazioni in difficoltà. 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le forti piogge portate da El Niño che sono previste in Perù, Ecuador, Paraguay e Brasile meridionale, potrebbero peggiorare anche la diffusione del virus Zika: le zanzare Aedes aegypti, portatrici del virus, proliferano infatti in acqua stagnante.

Lo Zimbabwe ha dichiarato recentemente l’emergenza nazionale a causa dei raccolti devastati, della produzione dimezzata e della salita vertiginosa dei prezzi dei beni alimentari. 

Anche in Malawi e Mozambico il raccolto è andato perduto e i due paesi dipendono dalle importazioni di cibo da altri paesi. 

(Una donna cerca di trovare dell’acqua in un pozzo scavato nel letto asciutto del fiume Imfolozi, in Sudafrica. Credit: Rogan Ward)

LEGGI ANCHE:

– El Niño minaccia il clima del pianeta 

– La peggiore siccità degli ultimi 50 anni in Etiopia

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