Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 15:02
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Cosa è successo il 23 luglio a Kabul

Immagine di copertina

Un riassunto di quello che è successo oggi nella capitale dell'Afghanistan, dove l'Isis ha rivendicato un duplice attentato costato la vita a oltre 80 persone

Almeno 80 persone sono rimaste uccise e diverse altre ferite dopo che un duplice attacco suicida ha colpito una manifestazione pacifica organizzata da un gruppo appartenente alla minoranza sciita degli Hazara a Kabul, in Afghanistan. 

L’attentato è stato rivendicato dall’Isis tramite la sua agenzia di stampa, Amaq. Se effettivamente verificato, si tratterebbe del primo attacco compiuto da parte del sedicente Stato islamico a Kabul, il più grande verificatosi finora in Afghanistan.

Oltre 230 persone sono gravemente ferite, secondo quanto riferito da un portavoce del ministero della Salute Pubblica afghana, ma la cifra è destinata ad aumentare.

Il fatto più grave dell’attentato di oggi compiuto dall’Isis è che rischia di mettere in moto l’inizio di una lunga serie di scontri tra sunniti e sciiti, un conflitto etnico che l’Afghanistan era perlopiù riuscito a emarginare nel corso degli ultimi anni, diversamente da altri paesi, in primis Iraq, Siria e Pakistan, dove la violenza settaria ha prevalso e ha dominato la scena politica.

La divisione tra sunniti e sciiti, ampiamente dibattuta e di cui abbiamo spiegato le principali differenze in questo articolo d’approfondimento, è un importante strumento sul quale l’Isis fa leva per incrementare le tensioni interne e per destabilizzare i paesi verso i quali ambisce espandersi geopoliticamente. 

Il popolo sciita degli Hazara, che costituisce circa il 9 per cento della popolazione totale in Afghanistan e rappresenta la terza minoranza più numerosa del paese, ha storicamente subito forti discriminazioni, specie al tempo dei Taliban. La lingua madre degli Hazara è il persiano.

Il corteo di manifestazione degli Hazara colpito oggi a Kabul dall’Isis marciava per protestare contro il piano del governo afghano per un’importante rete elettrica che sarebbe dovuta passare attraverso una provincia abitata dagli Hazara.

Nonostante il presidente afghano Ashraf Ghani avesse tentato di trovare una soluzione alla questione istituendo una commissione ad hoc, lo scorso giugno è stato approvato il progetto per una rete elettrica più piccola ma pur sempre nella stessa area geografica, motivo per cui il popolo Hazara è sceso in piazza nuovamente quest’oggi a Kabul.

L’attacco del 23 luglio rivendicato dall’Isis nella capitale afghana è un segnale importante delle mire espansionistiche dei miliziani jihadisti nel resto della nazione. 

Il più recente attentato contro gli sciiti in Afghanistan risaliva al 2011, quando una duplice esplosione a Kabul e a Mazar-i Sharif causò la morte di 80 fedeli – la maggior parte dei quali appartenenti al gruppo etnico degli Hazara – riunitisi per commemorare il giorno sacro dell’Ashura.

Gli afghani Hazara sono fortemente discriminati e nel 2015 almeno sette di loro sono stati rapiti e decapitati da miliziani estremisti nella provincia di Zabul. Tra l’altro, una buona parte dei migranti afghani che intraprende il viaggio della speranza verso l’Europa appartiene al popolo Hazara, e molti di loro richiedono l’asilo perché perseguitati politicamente.

CHI SONO SCIITI E SUNNITI 

Ti potrebbe interessare
Esteri / Ancora sangue in Cisgiordania: 5 morti e 6 feriti in uno scontro tra coloni israeliani (aiutati dall’Idf) e residenti palestinesi
Esteri / Trump impone nuovi dazi alle importazioni negli Usa. Cina: “Contrari alle guerre commerciali”. L’Ue: “Rispettate gli impegni”
Esteri / Medio Oriente in fiamme: 13esima notte di raid Usa all’Iran. Trump minaccia l’attacco “più grande che mai” contro Teheran
Ti potrebbe interessare
Esteri / Ancora sangue in Cisgiordania: 5 morti e 6 feriti in uno scontro tra coloni israeliani (aiutati dall’Idf) e residenti palestinesi
Esteri / Trump impone nuovi dazi alle importazioni negli Usa. Cina: “Contrari alle guerre commerciali”. L’Ue: “Rispettate gli impegni”
Esteri / Medio Oriente in fiamme: 13esima notte di raid Usa all’Iran. Trump minaccia l’attacco “più grande che mai” contro Teheran
Esteri / Accordi di Abramo con Israele e cooperazione nucleare tra Usa e Arabia Saudita: le condizioni di Donald Trump per Riad
Esteri / Medio Oriente: è scontro totale tra Usa e Iran. Ma dallo Stretto di Hormuz la guerra si allarga anche allo Yemen e al Mar Rosso
Esteri / L’Italia ospiterà a Roma il 4 agosto i nuovi colloqui tra Libano e Israele mediati dagli Usa
Esteri / Trump autorizza un accordo nucleare tra Stati Uniti e Arabia Saudita: così Riad potrebbe arricchire l’uranio e sfuggire alle ispezioni dell’AIEA
Esteri / La Francia vieta l’accesso ai social media ai minori di 15 anni: è il primo Paese in Europa
Esteri / Ucraina: il presidente Zelensky ha licenziato il comandante delle forze armate Oleksandr Syrsky
Esteri / L’indiscrezione del New York Post: “Trump vorrebbe il presidente della Fifa Gianni Infantino come nuovo segretario generale dell’Onu”