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I mondiali di sci Cortina 2021 ci dicono che una nuova normalità è possibile

Immagine di copertina
Il massiccio delle Tofane

“Sono distanziati abbastanza in questa foto, giusto?” si chiedono due ragazze che gestiscono i social network per i mondiali di sci Cortina 2021 sulle poltrone di Casa Veneto, di base per l’occasione nello storico Hotel de la Poste della celebre località delle Dolomiti. Organizzare un grande evento internazionale di due settimane in piena pandemia richiede una grande cura dei dettagli, perché si hanno addosso gli occhi di tutto il mondo, e se da un lato bisogna preoccuparsi di effettuare i tamponi, garantire il distanziamento sociale, misurare la temperatura, ci sono anche tanti dettagli più piccoli: una premiazione che eviti contatti fisici, una cerimonia di chiusura in cui solo in pochissimi siano autorizzati a toccare il Tricolore, e in tutta sicurezza.

Sorte vuole che la chiusura dei mondiali di sci di Cortina 2021 sia arrivata a un anno esatto da quando l’Italia ha scoperto di avere dentro casa un focolaio di coronavirus, e che questo grande evento internazionale abbia rappresentato finalmente un esempio di “nuova normalità”, un’espressione che tante volte abbiamo sentito ma di cui abbiamo visto quanto difficile sia l’attuazione. Già, perché trovare il modo di portare avanti molti aspetti della nostra vita, delle attività sociali e lavorative e garantire al tempo stesso la sicurezza sanitaria non è una quadra facile, ma i mondiali di sci di Cortina hanno dimostrato che non è un’utopia.

Mentre il nostro Paese ha dato il via a una campagna vaccinale su larga scala, non dobbiamo pensare che sia tardi per parlare di nuova normalità: il vaccino, infatti, ci da una prospettiva per uscire dall’emergenza sanitaria, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Nell’ultimo anno, abbiamo assistito a un inedito rinvio delle Olimpiadi di Tokyo e a quello degli europei di calcio, oltre alla sospensione di concerti, grandi eventi e uscite cinematografiche, per non parlare del calcio, che da sport di massa si è trasformato in uno sport a porte chiuse, visibile solo in tv. In questo contesto i mondiali di sci di Cortina 2021 sono stati uno dei primi eventi di calibro internazionale a svolgersi regolarmente, seppur con tutte le limitazioni del caso.

E’ vero, non sono le Olimpiadi o i mondiali di calcio: per quanto seguito, lo sci è uno sport che tende a escludere per natura tutto quel pezzo di mondo che non ha accesso alla montagna e alla neve, si svolge spesso in località difficili da raggiungere e le sue gare non si prestano a essere viste da una massa oceanica di spettatori dal vivo come nel caso degli sport di squadra. Tuttavia, è anche uno sport che garantisce senza alcun problema il distanziamento sociale tra gli atleti.

In poco più di un anno le priorità degli organizzatori dei mondiali di sci – la Fondazione Cortina 2021, guidata dal presidente Alessandro Benetton e dall’amministratore delegato Valerio Giacobbi – sono passate dal far arrivare sulle Dolomiti appassionati di sci da tutto il pianeta a fare in modo che si potesse svolgere un grande evento nel pieno rispetto delle stringenti norme sanitarie con cui stiamo convivendo.

In una Cortina d’Ampezzo in sofferenza per la mancata apertura della stagione sciistica, colonna portante del suo tessuto economico e sociale, gli organizzatori che hanno permesso lo svolgimento dei Mondiali tra il 7 e il 21 febbraio 2021 hanno messo in piedi un importante sistema di monitoraggio per il rispetto delle normative anti-COVID.

Tra bolle per evitare contagi tra gli atleti, l’arrivo sul posto solo dopo un tampone negativo e con ulteriori test per il coronavirus ogni tre giorni, nei giorni dei mondiali a Cortina si passa inevitabilmente da stringenti controlli della temperatura all’ingresso di ogni struttura, e si testa in alcuni casi anche un badge elettronico in grado di tracciare i contatti tra chi lo indossa, pronti così a intervenire nel malaugurato caso dovesse esserci qualche positivo.

Attraverso questo articolato sistema, gli organizzatori sono riusciti a garantire la sicurezza sanitaria in un grande evento che ha ospitato per due settimane in una singola località migliaia di persone tra atleti, volontari, giornalisti e ospiti di varia natura, nonostante l’assenza del pubblico a causa della pandemia. Un risultato che ha mostrato che la nuova normalità è qualcosa di possibile, e che lascia ben sperare per le Olimpiadi del 2026 di Milano e Cortina, per le quali ci auguriamo di esserci lasciati definitivamente alle spalle questa drammatica pandemia.

“Sono davvero orgoglioso del lavoro fatto”, ha dichiarato il presidente della fondazione Alessandro Benetton in un comunicato stampa “consegniamo alla comunità di Cortina d’Ampezzo e all’Italia tutta un’esperienza che farà storia e un patrimonio di conoscenze e competenze fondamentali per il futuro e per il prossimo grande traguardo di Milano-Cortina 2026”. Dello stesso avviso il presidente del CONI Malagò, che ha definito l’evento “Un biglietto da visita eccezionale per i Giochi di Milano-Cortina 2026”.

Un biglietto da visita importante, ma che non deve far dormire sugli allori, visto che la strada per le Olimpiadi invernali è ancora lunga e l’Italia sarà chiamata alla prova dei primi Giochi diffusi sul territorio che si siano mai svolti. Da Cortina, in primis, servirà un importante impegno prima di tutto sulle strade, una rete che nel Cadore è ritenuta da tempo insufficiente è che è stata oggetto di recenti critiche da parte di Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio di Belluno e Treviso, che ha dichiarato che con una folla maggiore si sarebbe andati incontro a una figuraccia per via del traffico. Un problema effettivo e da affrontare, per quanto oggi sia chiaramente in secondo piano a causa della pandemia.

Se la strada per il superamento del coronavirus è ancora lunga e il vaccino ci permette di immaginare che ci sia una fine per la pandemia, i mondiali di Cortina lanciano un messaggio al mondo intero: in attesa che il morbo venga sconfitto, costruire una nuova normalità è possibile. Speriamo che altri siano in grado di seguire questo esempio.

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