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Celentano e Fiorello lanciano il “mini-varietà”: ma per Adrian è troppo tardi

Celentano stravolge il suo show grazie a Maria De Filippi e Gianni Morandi, ma gli ascolti calano ancora

Di Antonio Scali
Pubblicato il 15 Nov. 2019 alle 13:27

Adrian finalmente funziona ma è troppo tardi: nonostante De Filippi e Morandi, gli ascolti crollano

Adrian finalmente funziona, ma forse è troppo tardi. L’atteso show che precede il cartoon si trasforma in un varietà piacevole, intenso e ben scritto. Celentano c’è, canta, balla, scherza e parla poco. Quello che il pubblico voleva e chiedeva da mesi e che finora non aveva mai visto.

Adriano torna a fare il Molleggiato, come Mediaset avrebbe voluto dall’inizio. Un format molto diverso da quello a cui Celentano e il suo staff avevano lavorato pensando ad Adrian. Eppure guardando la puntata di ieri, 14 novembre, la sensazione che rimane è quella dell’amaro in bocca. Perché non l’hanno fatto dall’inizio?

Da Il ragazzo della via Gluck ad Azzurro, da Pregherò a Una carezza in un pugno, Celentano ha dimostrato di avere ancora una voce da far invidia a tanti giovani cantanti. Il programma così sboccia, ed arriva a esplodere quando Celentano, 81 anni (quasi 82), si mette a ballare al centro del palco mandando in visibilio il pubblico urlante presente in studio. E un po’ anche quello da casa.

Un varietà condensato in appena 50 minuti, che finalmente fila liscio, dopo cinque puntate piuttosto stentate. A rendere piacevole la puntata di ieri è stata anche la presenza di due ospiti come Maria De Filippi e Gianni Morandi. La conduttrice, in pieno stile C’è posta per te, racconta la storia del piccolo Adriano, che viveva nella leggendaria via Gluck. Lo storytelling mariano arriva poi a raccontare il cinquantennale rapporto d’amore tra il cantante e Claudia Mori.

Tutto quello che c’è da sapere su Adrian

Non c’è spazio, dunque, per i sermoni di Celentano, anche se lui alla fine chiosa: “Se avessi parlato, sarebbe stato meglio”. Con Morandi, poi, si porta in scena un’amicizia che va avanti dal 1962. I due cantano insieme Ti penso e cambia il mondo e Pregherò.

Questo volevano gli spettatori, eppure, come dicevamo all’inizio, ormai è troppo tardi. Il pubblico infatti sembra ormai essere scappato via, come confermano i dati Auditel. Appena 3.439.000 e il 13,71% di share, ancora meno della prima puntata della settimana scorsa.

Un dato che crolla ulteriormente quando inizia il cartone: l’8,68% di share con appena 1.527.000 telespettatori. Se Celentano avesse fatto questo tipo di show dall’inizio, probabilmente il risultato non sarebbe stato così disastroso. Ci voleva tanto?

Eppure non tutto è da buttare. In queste settimane Adrian e Viva RaiPlay, Celentano e Fiorello, hanno lanciato quello che potremmo definire un nuovo genere televisivo: il mini-varietà. Appena 50 minuti per uno spettacolo condensato ma che funziona.

Basta programmi che durano all’infinito e che si diluiscono inutilmente per coprire tre o quattro ore di trasmissione. Sketch brevi ma efficaci, pochi fronzoli e soprattutto una durata sostenibile, che ben si associa alle nuove modalità di fruizione dei contenuti, sempre più legati allo streaming e all’on demand.

Ma i risultati dei due programmi sono opposti: Fiorello ha fatto il boom dall’inizio, quando il suo show andava anche su Rai 1, riuscendo a fidelizzare il pubblico anche quando si è spostato solo su Rai Play. Celentano invece ha inizialmente deluso le aspettative, e allora poi recuperare la fiducia dei telespettatori è impresa assai ardua. Anche quando cambi completamente format come successo ieri con Adrian. Peccato.

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