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Constitutional Circus, il progetto nato da un’idea di Berardo Carboni

Di Redazione TPI
Pubblicato il 19 Nov. 2020 alle 18:58 Aggiornato il 20 Nov. 2020 alle 13:29
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Immagine di copertina

Constitutional Circus, il progetto nato da un’idea di Berardo Carboni

Constitutional Circus è uno spettacolo cross-mediale che si compone di tre elementi: la rappresentazione teatrale vera e propria; una docu-serie che ne racconta la nascita e le interazioni dietro le quinte tra gli attori e con il pubblico ed un sito internet che fungerà da archivio di tutto il progetto e dove sarà possibile a chiunque proporre idee e visioni sul futuro compatibili con i principi che ispirano il circo.

Constitutional Circus ci chiama così perché nella sua idealità più profonda vuole farsi motore di un processo di rigenerazione dell’ethos – come avrebbe detto Aristotele, o della Grundnorm come l’avrebbe chiamata Kelsen – europeo/a. L’Europa che il circo immagina è nuova e diversa da quella prevista dai trattati ma è coerente con la nostra tradizione sociale e il nostro patrimonio culturale. Un’Europa delle municipalità e delle autonomie ma, allo stesso tempo, un’Europa capace di muoversi come unico organismo nelle questioni vitali che ogni giorno ci pone di fronte l’odierno contesto globale. Un’Europa che abbia al centro la dignità delle persone e le relazioni tra esseri umani, che sia più vicina alla natura e meno al denaro e alla mercificazione di ogni aspetto dell’esistenza.

Lo scopo di questo progetto è infondere negli spettatori lo stimolo ad una cittadinanza attiva, in grado di aumentare da un lato il senso di appartenenza ai principi democratici e sociali per cui i nostri antenati hanno lottato per generazioni e dall’altro di instillare la consapevolezza che viviamo tempi nuovi e drammatici nei quali non si possono aspettare future palingenesi ma si deve agire ora per trasformare la società in senso più equo e armonico con la natura se non si vuole condannare la nostra specie all’estinzione.

Lo spettacolo agisce su un piano culturale, proponendo provocazioni artistiche come la firma di un referendum per abrogare il capitalismo, ma vuole anche fungere da Cavallo di Troia, da possibile aggregatore per movimenti sociali e singoli individui che si riconoscono nei suoi principi, invitando chiunque lo intercetta a diventare uno di noi, a unirsi al circo nelle piazze che raggiungeremo per giocare sul serio a domare gli spaventosi animali della finanza.

Constitutional Circus

Nel mese di agosto abbiamo fatto un primo studio nomade di tre settimane attraversando gli Appenini dall’Abruzzo alla Calabria. Ci siamo fermati in tre piccoli paesi che ci hanno ospitato (Roccascalegna, Longobucco e Bisignano) e abbiamo lavorato sul testo con gli attori fino a raggiungere una prima ipotesi di messa in scena, tutta questa esperienza è stata filmata e diventerà una docu-serie in cui ciascuno dei sette attori racconterà di se stesso, del suo personaggio, del senso dello spettacolo e della sua idea di società. Ora siamo in una fase di incubazione che durerà fino a primavera, abbiamo messo gli attori in letargo nelle teche e stiamo prepariamo una tournée nelle principali città italiane e la seconda serie del nostro documentario nella quale attraverseremo a cavallo dei nostri animali fantastici le piazze che ospiteranno il circo per fare inchieste pasoliniane sui grandi temi alla base dello spettacolo: è possibile progettare un’Europa che abbia al centro la natura, le città e gli esseri umani e non la tutela delle élite finanziarie e delle multinazionali, è possibile pensare un mondo senza capitalismo?

Lo spettacolo è proprio un circo, si succedono una serie di numeri tra loro collegati da una narrazione non lineare. Il primo ad entrare in scena è un’acrobata: VOLO PINDARICO. Poi arrivano due clown: SIGNOR STATO e SIGNORINA EUROPA. A seguire una domatrice di algoritmi: PRAXIS. E infine tre funambolici fantasmi rivoluzionari: PICO (che rappresenta l’Umanesimo), LEF (che incarna la Rivoluzione Francese) e STEAM (che interpreta la Rivoluzione Industriale). Tutti insieme cercheranno, interagendo col pubblico, di immaginare e raccontare una società che al centro abbia le relazioni e non il denaro e di definire il soggetto storico capace di realizzare questa rivoluzione. Nel cast Demetra Bellina, Francesco Ferrieri, Désirée Giorgetti, Ilde Mauri, Raffaella Paleari, Mario Russo, Giovanni Visentin.

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